di Alessandro Martegani
rtvslo.si, 10 marzo 2026
Le rappresentanti di una serie di organizzazioni per i diritti delle donne hanno manifestato questa mattina di fronte al carcere di Trieste, che ospita anche una sezione femminile. Al centro degli interventi le condizioni a cui sono sottoposte anche le donne nelle carceri, dal sovraffollamento alla carenza di assistenza sanitaria. “Il grado di civiltà di un paese - è stato detto - si misura anche da come tratta le persone in carcere”. “Ci risulta - hanno aggiunto - che la casa circondariale di Trieste ha 140 posti, ma i detenuti attuali siano 240, di cui una trentina donne, molte giovanissime. Questo significa spazi affollati, meno servizi, meno accesso alle cure, meno possibilità di attività educative e di reinserimento”. “Le donne detenute rappresentano una minoranza, ma proprio per questo rischiano di essere invisibili, con spazi esigui, dimenticate nelle politiche pubbliche e nei servizi essenziali”.
A meno di 24 ore dalla manifestazione organizzata a Trieste in occasione della Festa della Donna, le associazioni Non una di meno Trieste e Stella Polare, il Comitato per i Consultori e il Comitato per i diritti delle prostitute, si sono ritrovate sotto il carcere del Coroneo di Trieste per denunciare la situazione delle donne nelle carceri. Alla manifestazione non era stato consentito un passaggio di fronte alla casa circondariale, e solo alcune attiviste avevano raggiunto il palazzo di via Coroneo, venendo anche identificate dalla polizia. “La nostra volontà - hanno spiegato - era quella di fare un saluto a chi lì è rinchiuso, nella convinzione che tra quelle pareti non si trova la soluzione alla violenza di genere, del genere e dei generi, alla violenza patriarcale e alle discriminazioni e sopraffazioni che ci opprimono e perseguitano”. “I numeri ci raccontano di una realtà al collasso a causa di strutture fatiscenti, piccole, sovraffollate, popolate soprattutto da chi non ha i mezzi per accedere alle pene sostitutive: nel paese ci sono 63.800 detenuti a fronte di 46.000 posti disponibili”.
Oggi, quindi, un gruppo di aderenti ha organizzato una conferenza stampa alla quale hanno assistito anche alcune detenute, intervenute parlando dalle sbarre delle finestre. Il centro degli interventi delle organizzazioni soprattutto le condizioni che ogni giorno vivono le donne, non solo nel carcere di Trieste che ha anche una sezione femminile, ma in tutte le carceri italiane. Ci sono solo quattro strutture dedicate alle donne in Italia, per il resto le detenute vengono rinchiuse in ambienti pensati per gli uomini, e anche in questi casi il sovraffollamento rende la vita nelle carceri insostenibile per chi ci vive e inaccettabile per un paese che vuole essere civile.
“Il grado di civiltà di un paese - è stato detto - si misura anche da come tratta le persone in carcere”. “Ci risulta - hanno aggiunto - che la casa circondariale di Trieste ha 140 posti, ma i detenuti attuali siano 240, di cui una trentina donne, molte giovanissime. Questo significa spazi affollati, meno servizi, meno accesso alle cure, meno possibilità di attività educative e di reinserimento”. “Le donne detenute rappresentano una minoranza, ma proprio per questo rischiano di essere invisibili, con spazi esigui, dimenticate nelle politiche pubbliche e nei servizi essenziali”.
Fra i punti critici è stata segnalata anche la mancanza di un ginecologo, confermata dalle detenute, che hanno seguito l’evento dalle finestre del carcere, oltre a difficoltà generali nel trattamento sanitario e del rispetto dei diritti delle donne in carcere, spesso giovani e straniere.
Una situazione che, hanno aggiunto, richiede un rafforzamento dei servizi sanitari nelle carceri, una riduzione del sovraffollamento, favorendo misure alternative alla detenzione, e politiche che da una parte tengano conto delle donne e dall’altra favoriscano il reinserimento nella società.
Non è mancato un riferimento alle detenute transgender che al momento vengono ospitate nella sezione degli uomini, mettendo a rischio l’incolumità e il rispetto della dignità delle detenute.











