Adnkronos, 9 gennaio 2015
È stato notificato ai 4 poliziotti indagati l'avviso di conclusioni delle indagini avviate a seguito del suicidio della cittadina ucraina Alina Diachuck, avvenuto il 16 aprile del 2012, mentre si trovava nel Commissariato di Villa Opicina, una frazione di Trieste, in attesa di espulsione, dopo essere stata scarcerata 2 giorni prima dal carcere cittadino. La Procura della Repubblica di Trieste contesta agli indagati le modalità e la tempistica del trattenimento degli stranieri da sottoporre a espulsione in quanto irregolari sul territorio nazionale.
La donna si era suicidata impiccandosi con il cordino di una felpa alla maniglia della porta della stanza dove era rinchiusa. Al dirigente dell'Ufficio immigrazione che operava allora, viene contestato il reato di sequestro di persona aggravato.
Gli altri indagati erano addetti alla vigilanza. La Procura contesta inoltre a dirigente e vice dirigente dell'Ufficio immigrazione, e ad altri 4 poliziotti appartenenti allo stesso Ufficio, numerosissimi capi di imputazione relativi al sequestro di persona aggravato, singolarmente o in concorso, per aver trattenuto altri stranieri "privati della libertà personale per un significativo intervallo di tempo".











