La Stampa, 24 giugno 2019
La vicenda del cartello tolto dalla finestra del palazzo del Consiglio Regionale scatena la polemica. Il direttore del quotidiano triestino prende posizione a tutta pagina. Il caso Regeni fa ancora una volta discutere.
Il quotidiano triestino Il Piccolo prende posizione a tutta pagina contro la decisione del governatore della regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, di far rimuovere da una delle finestre del palazzo del Consiglio Regionale di Trieste lo striscione dedicato al giovane ricercatore italiano torturato e ucciso in Egitto all'inizio del 2016.
"Verità per Giulio Regeni", si legge in prima pagina. Accanto, l'intervento del direttore: "Sul balcone di casa propria ognuno mette ciò che vuole - commenta Enrico Grazioli - sul balcone del Palazzo della Regione a Trieste fino a pochi giorni fa uno striscione ricordava e testimoniava il bisogno di verità intorno all'assassinio di Giulio Regeni. Ma è stato tolto, definitivamente nascosto, con la solerzia dei maggiordomi che oggi, nel dizionario della politica, viene nobilitata con il termine pragmatismo".
Malgrado la disposizione di Fedriga, "il cartello resterà esposto sulle finestre degli uffici del Gruppo Movimento 5 Stelle nella sede della Regione", avevano comunque già annunciato i consiglieri regionali 5 Stelle del Fvg. Per i pentastellati Ilaria Dal Zovo, Mauro Capozzella, Cristian Sergo e Andrea Ussai il loro "è un gesto simbolico, per ribadire la vicinanza alla famiglia ed esprimere il sentimento di una comunità che non vuole smettere di credere alla ricerca della verità. La scelta del presidente Fedriga rappresenta un cattivo segnale, tanto più se la decisione non è stata condivisa con la famiglia di Giulio" hanno commentato.
Il governatore ha motivato la propria scelta parlando in qualche modo di possibili "strumentalizzazioni" della tragedia. "Malgrado non condivida la politica degli striscioni e dei braccialetti - ha infatti detto il presidente leghista - non ho fatto rimuovere lo striscione per più di un anno per non portare nell'agone politico la morte di un ragazzo. Evidentemente questa sensibilità non appartiene a tutti e ad ogni occasione non si perde tempo per alimentare polemiche", aveva scritto su Facebook.
Il presidente della camera Roberto Fico, il quale ha in programma di occuparsi proprio del caso Regeni nel corso della due giorni della delegazione della commissione Affari esteri e comunitari di Montecitorio a Berlino, non ha voluto commentare la scelta del governatore Fedriga.
Gli danno invece man forte Vannia Gava, coordinatore della Lega Fvg, che sottolinea il sostegno alla costituzione della commissione d'inchiesta in Parlamento: "Assurdo si usi la morte di un ragazzo come pretesto per legittimare la propria opposizione in Regione. Il vero schiaffo alla verità è quello di chi usa il caso Regeni per fare polemica". E il deputato Massimiliano Panizzut: "Le strumentalizzazioni da parte del Pd dimostrano quanto basso sia il profilo di alcuni esponenti politici".
Durissimi invece i commenti di Letta e Boldrini. L'ex premier dem ha definito "vergognosa" la decisione di Fedriga, mentre l'ex presidente della Camera scrive su Twitter: "L'Egitto continua a sabotare le indagini su sequestro, la tortura e l'omicidio di Regeni. E la Lega che fa? Anziché ritirare l'ambasciatore italiano a Il Cairo ritira lo striscione dal balcone della Regione Fvg".
E intanto, sulla scia di quanto deciso dal governatore Fedriga, anche Gianfrancesco Menani, il nuovo sindaco di Sassuolo (Modena), sempre della Lega, ha fatto rimuovere dal balcone del palazzo comunale uno striscione dedicato al ricercatore italiano: "Resta ferma la nostra solidarietà alla famiglia Regeni, ma non aveva più senso tenere ancora lì quello striscione. È una vicenda non più di attualità e poi tra l'altro in centro storico ci stava anche male dal punto di vista estetico, tutto impolverato", è stata la sua spiegazione.









