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di Gianpaolo Sarti

La Repubblica, 12 luglio 2024

Rivolta nel carcere di Trieste, con incendi e urla. Tutte le strade attorno alla casa circondariale, che si trova in centro, sono state chiuse per ragioni di sicurezza e polizia e carabinieri si sono schierati in tenuta antisommossa per un blitz nella struttura. Dopo un tentativo di mediazione tra agenti in strada e detenuti, anche il responsabile carcere della Camera penale Enrico Miscia e la Garante per i detenuti Elisabetta Burla hanno provato ad avviare un negoziato ma anche questo tentativo è fallito. Le forze dell’ordine, in tenuta anti-sommossa, hanno fatto irruzione nella struttura e sembra che ci siano stati scontri. Stando a quanto si apprende, ci sarebbero stati scontri tra le persone detenute e gli agenti. Dall’esterno si sono sentite urla, rumore di vetri rotti e si percepisce un forte odore di bruciato.

Sul posto sono arrivati anche vigili del fuoco e ambulanze perché ci sono dei feriti. Le regioni della protesta, sempre più problematica da gestire, sono le condizioni di sovraffollamento cui sono sottoposti i detenuti. In serata i detenuti dalle finestre attraverso le sbarre hanno urlato più volte di essere costretti a dormire a terra, su materassi con cimici. Più volte è stata segnalata negli ultimi mesi la situazione difficile all’interno del carcere di Trieste, a causa del sovraffollamento e, con l’ondata di calore, anche di caldo.

Sei le persone trasportate in ospedale di cui 4 con malori, una con un’intossicazione dovuta alle esalazioni di fumo, e due carcerati cardiopatici trasferiti fuori dal carcere per sicurezza. Lo riferisce in una nota Asugi, intervenuta, “in seguito alla rivolta iniziata” “intorno alle ore 19:30”, “attivando il proprio piano interno per le maxi emergenze. Alle ore 23:10, con l’accettazione della mediazione da parte dei carcerati, la maxi emergenza è considerata rientrata”.

Conferma Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa Polizia Penitenziaria: “È rientrata verso le 23.00 la protesta scoppiata nel tardo pomeriggio di ieri presso la Casa Circondariale di Trieste. Da quanto apprendiamo, grazie all’opera di mediazione condotta soprattutto dalla Polizia penitenziaria del reparto triestino e dal Magistrato di Sorveglianza, intervenuto sul posto, non si sono registrate violenze alle persone. Per alcuni detenuti è stato necessario il trasporto in ospedale e quattro sarebbero rimasti ricoverati, uno a causa di un malore, tre per la probabile ingestione di farmaci sottratti alla locale infermeria”.

“Dopo Firenze e Viterbo, Trieste è il terzo istituto penitenziario in cui si registrano pesanti disordini a pochi giorni dal varo, da parte del Consiglio dei Ministri, del decreto-legge n. 92 battezzato, sembra un ossimoro, ‘carcere sicuro’. Segno evidente che non solo non è riuscito a incidere sulle difficilissime condizioni carcerarie, ma che non è neppure in grado di farlo e sta disilludendo le molte aspettative. Resta dunque altissima la tensione nei penitenziari, dove peraltro i suicidi si susseguono con frequenza mai osservata in precedenza”, aggiunge il segretario della Uilpa pp.