di Daniela Gregnanin
Il Mattino di Padova, 24 febbraio 2025
L’intento dell’accordo è dare lavoro a 50 persone, da diverse carceri “In questo modo potremo garantire un futuro vero a queste persone”. Siglato a Padova ieri nella sede del Provveditorato dell’amministrazione Penitenziaria di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige, un protocollo tra Ministero della Giustizia, l’Associazione Costruttori Edili di Veneto e Friuli Venezia Giulia e l’Associazione Seconda Chance, che promuove iniziative volte a favorire la formazione e il successivo impiego di detenuti, presso alcune imprese edili. L’obiettivo del documento è quello di far incontrare due realtà: l’amministrazione penitenziaria e l’Ance, che ha bisogno di assumere manodopera preparata.
L’intento nel Triveneto è dare un’opportunità di reinserimento lavorativo ai detenuti qualificandoli fuori e dentro i penitenziari. Da anni, i dati relativi al tasso di recidiva dimostrano che questa è al di sotto del 2% se una persona ha praticato e imparato un mestiere in prigione. Oggi, però, una difficoltà per i costruttori alla ricerca di personale tra i detenuti è dovuta ai limiti orari dell’articolo 21 O.P Legge sull’Ordinamento Penitenziario n. 354/1975 che permette l’assegnazione al lavoro esterno a scopo rieducativo come prevede l’art. 7 della Costituzione, solo in alcune fasce orarie e non sempre le ditte hanno commesse nelle zone vicine alle prigioni.
“C’è l’idea di un progetto capace di individuare 50 soggetti da diversi istituti di reclusione e, dopo una selezione che ne constaterà l’idoneità, immetterli nel settore edile. Bisognerà identificare poi un carcere al quale appoggiarsi in Veneto, per garantire il rispetto dell’Alt 21 OP e favorire l’azienda edile che si approccerà all’iniziativa. Intanto cercheremo di far partire al meglio il protocollo siglato” ha spiegato Rosella Santoro, provveditore dell’amministrazione penitenziaria di Veneto, Fvg e Trentino Alto Adige.
“Uno strumento meno facile dello svuota carceri, perché richiede impegno, ma questo protocollo è in grado di dare risposte concrete e un futuro vero ai detenuti. Solo così si abbassa l’indice di delinquenza” ha aggiunto Andrea Ostellari, sottosegretario alla Giustizia. “Chi è detenuto, grazie alle potenzialità espresse dal documento appena firmato, non sarà più invogliato a delinquere, perché avrà un lavoro e un futuro diversi”. Partner dell’iniziativa, l’associazione Seconda Chance, che negli ultimi tre anni ha trovato lavoro in tutta Italia a 470 ex detenuti. Intanto a Padova, al Castello dei Carraresi, la ditta deputata al restauro ha assunto due detenuti del Due Palazzi.











