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di Vincenzo R. Spagnolo

 

Avvenire, 17 maggio 2019

 

Si è esaurito l'effetto dei provvedimenti che avevano allentato la pressione sulle carceri. E così, nonostante non si registri una crescita negli ingressi, né nel numero dei delitti compiuti, i detenuti continuano ad aumentare.

Al 30 aprile, si è raggiunta la quota allarmante di 60.439, di cui 2.659 donne (i14,4%) e perfino 55 bambini sotto i 3 anni (che vivono in carcere con le loro 51 madri recluse). Il rapporto dell'associazione Antigone, presentato ieri in Senato, riferisce di un sovraffollamento medio sul 120%, con punte del 150 in 42 istituti di pena.

Rispetto a 4 anni fa, risultano ben 8mila detenuti in più e, con questo trend di crescita nel giro di due anni si potrebbe tornare ai numeri nefasti del 2013, quando la Corte Europea dei diritti dell'uomo (Cedu) condannò l'Italia per violazione del divieto di trattamenti inumani o degradanti. "Tre metri quadri". Nel 2018, i volontari dell'associazione hanno visitato 85 carceri: nel 18,8% dei casi hanno visto celle in cui non si rispettava il parametro dei 3 metri quadri di spazio per detenuto (soglia minima secondo la Corte di Strasburgo).

Ciò è avvenuto nel carcere di Milano Opera (387 detenuti in più della capienza) e in entrambi i penitenziari di Napoli: a Poggioreale, 731 detenuti in più, e a Secondigliano, 418 in soprannumero. E a Roma? Rebibbia Nuovo Complesso ospita oltre 400 detenuti in più della capienza; a Regina Coeli lo scarto è di 381 unità. Secondo il Garante dei detenuti Mauro Palma, bisogna investire "anche nelle misure alternative. Certezza della pena non significa mettere dentro e buttare la chiave".

Suicidi e ferimenti. Secondo il rapporto, nel 2018 ci sono stati 67 suicidi in carcere (il ministero di Giustiziane conteggia 6 in meno). Mentre dall'inizio del 2019, si contano 31 morti in carcere (per suicidio o per altre cause). L'anno scorso, gli atti di autolesionismo sono stati 10.368 (mille in più del 2017 e 3.500 in più del 2015). Crescono pure i tentati suicidi: 1.197 lo scorso anno; 1.132 due anni fa; 955 nel 2015.

Stranieri in calo. Negli ultimi dieci anni, gli stranieri in carcere sono diminuiti di oltre 1.000 unità. E nel 2018 è scesa la percentuale di detenuti stranieri sul totale dei ristretti: 33,6% rispetto al 34,27% dell'anno prima.

Ancora, se nel 2003 su ogni cento stranieri residenti regolarmente in Italia l'1,16%, finiva in carcere, oggi si è scesi allo 0,36% (considerando anche gli irregolari). In generale, a fine 2018 19.565 detenuti (in pratica uno su tre) erano ancora in attesa di condanna definitiva.

La percentuale sale al 38% per gli stranieri. I minori. Su 418 ragazzi in carcere al 15 aprile scorso,170 sono minorenni, 284 "giovani adulti" tra i 18 e i 24 anni. Nelle strutture minorili - osserva Gemma Tuccillo, capo dipartimento della Giustizia minorile - "non c'è sovraffollamento, ma risultano comunque sempre affollati. Sono sempre troppi i minori ristretti".