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di Roberto Ciccarelli

Il Manifesto, 6 settembre 2025

In movimento All’Altra Cernobbio organizzata da Sbilanciamoci! e dalla Rete Pace e Disarmo il progetto di un’agenda politica in comune. Acli, Arci, Anpi, Marcia Perugia Assisi, e oltre: “Creare unità, fare da collante”. Lo slancio della Global Sumud Flotilla ha investito ieri l’Altra Cernobbio, l’incontro organizzato dalla campagna Sbilanciamoci! e dalla Rete pace e disarmo in alternativa al Forum Ambrosetti che si sta svolgendo nella Villa d’Este sul quel ramo del lago di Como. La quindicesima edizione del forum nazionale quest’anno è attraversata dalla nuova stagione del pacifismo internazionale che sta declinando la larghissima opposizione al genocidio di Gaza con la ricerca di una politica di pace che prefigura un progetto di mondo opposto al regime di guerra in cui viviamo.

“Addio alle armi”, titolo hemingwayano dell’iniziativa che prosegue anche oggi, è la sintesi che cerca di coniugare una nuova sensibilità globale con le proposte di mobilitazione già in atto e quelle che verranno nelle prossime settimane. “L’auspicio - ha detto Giulio Marcon, portavoce di Sbilanciamoci! - è che il prossimo sia un autunno caldo non solo per i rischi che dobbiamo fronteggiare, ma anche per la nostra capacità di mobilitarci, di promuovere iniziative, di suscitare un movimento popolare largo e unitario”.

L’idea non è nuova, ma è da riscoprire: non delegare, ma partecipare. Hanno iniziato le Acli con la carovana “Peace at work - L’Italia del lavoro costruisce la pace”, organizzata dalle Acli e dalle Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani. È partita il 2 settembre a Palermo, sta risalendo la penisola e prevede 57 città. La marcia terminerà a Strasburgo il 15 dicembre, in concomitanza con la plenaria del Parlamento europeo. Il mondo cattolico, laico, dei sindacati e della società civile, oltre che dei movimenti parteciperà alla Marcia Perugia-Assisi il prossimo 12 ottobre. Così farà la Cgil, che ha sostenuto l’organizzazione dell’Altra Cernobbio a livello nazionale e lombardo, oltre che di categoria. Il sindacato guidato da Maurizio Landini oggi è mobilitato al Campidoglio in una vasta convocazione di soggetti che sostengono la Global Sumud Flotilla. E sta organizzando un’altra piazza per la pace e contro la prossima legge di bilancio che non promette nulla di buono.

Non era facile vedere insieme le maggiori realtà organizzative e di base in una conferenza pubblica in modalità mista in cui si è parlato di un’”agenda di lavoro” comune. È un altro segno dell’urgenza attuale: fermare il governo israeliano e opporsi alla spinta al riarmo che viene dalla Commissione Europea e dagli Stati Uniti. Sono questioni intrecciate, e enormi, che attraverseranno anche le iniziative dei sindacati di base, e dei movimenti in autonomia nell’autunno che viene.

“Ci vuole calma e sangue freddo - ha detto Emiliano Manfredonia (Acli) - È facile farsi travolgere da quello che sta accadendo e perdere di vista la politica. È da apprezzare il fatto che le forze di centrosinistra saranno presenti all’Altra Cernobbio oggi per parlare della pace, uno dei temi che crea una coscienza politica. La pace non è dei militari, non è nemmeno dei pacifisti. La pace è di tutti o non è di nessuno. Tutti la costruiscono, anche nel linguaggio, come nel lavoro. Oppure non ci sarà mai”.

“La nostra azione sarà efficace tanto più saremo uniti” ha Gianfranco Pagliarulo (Anpi). Lo stesso ha detto Flavio Lotti, presidente della Fondazione Perugia-Assisi: “Abbiamo bisogno di fare l’unità e di una strategia comune, non basta fare l’addizione, la marcia per la pace è a disposizione”. Lotti ha anche denunciato “un tentativo di mettere in difficoltà la Marcia. Oltre che gli indifferenti, c’è il problema degli ipocriti”. “Ci sono state decine di manifestazioni, il paese oggi è in mobilitazione - ha detto Walter Massa (Arci) - Manca ancora il collante, è un ruolo che ci dobbiamo assumere”.

Invece dell’idea della difesa armata, è stata proposta da Alex Zanotelli quella della difesa civile basata sulla cooperazione, sulla crescita sociale e la “disobbedienza”, l’”obiezione di coscienza” e quella “fiscale”. Sono pratiche evocate insieme alla possibilità di bloccare i porti se la Global Sumud Flotilla sarà toccata dai militari israeliani. A tutti i parlamentari è stato chiesto di “incaternarsi” davanti al parlamento per ottenere dal governo Meloni almeno la decenza di opporsi seriamente al genocidio.