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di Grazia Longo

La Stampa, 8 luglio 2024

Il ministro alla Giustizia Carlo Nordio sostiene di “non voler imbavagliare la stampa”, ma è quanto meno singolare che il suo intervento al “Forum in masseria”, sabato sera nella tenuta di Bruno Vespa a Manduria, sia stato vietato ai giornalisti e diffuso solo ieri. In ogni caso, riferendosi al disegno di legge previsto in discussione alla Camera dopodomani sull’abolizione dell’abuso d’ufficio, il ministro prevede grande soddisfazione per “la grandissima parte degli amministratori, che magari hanno votato contro in ossequio a un ordine di scuderia, ma invece saranno contenti e magari quando mercoledì sarà approvata questa riforma, apriranno una bottiglia di spumante”.

“Ho proposto l’abrogazione dell’abuso di ufficio - spiega Nordio - perché i dati in nostro possesso ci dicono che, su circa 5000 procedimenti pendenti, in un anno le condanne si contano sulle dita di una mano, peraltro condanne collegate con reati connessi. È un reato evanescente che serve soltanto a intimidire i pubblici amministratori. La loro carriera e la vita stessa sono travolte con danni irreparabili alla reputazione e ciò deriva dall’invio dell’informazione di garanzia che diventa uno strumento politico di neutralizzazione dell’avversario che non riesce a eliminare attraverso l’ordinaria competizione elettorale”.

Per quanto concerne, poi, la norma sull’avviso di garanzia, il ministro precisa che “cambia, ma è il minimo sindacale nel senso che tutto questo resterà segreto, non sarà reso noto. Il che non significa imbavagliare la stampa, significa semplicemente tenere segreto un atto istruttorio che già dovrebbe essere tale, come previsto dall’articolo 114 del codice di procedura penale. Allora se esce una notizia segreta da una procura della Repubblica e quella stessa procura indaga sulla fuga di notizie, c’è qualcosa che non funziona. Ecco allora noi cominceremo a farla funzionare”.

Il suo obiettivo è quello di evitare strumentalizzazioni: “L’informazione di garanzia si è trasformata in una condanna anticipata sia a livello mediatico sia a livello politico, anche perché alcune forze, forse un po’ tutte, hanno strumentalizzato questo istituto per estromettere dalla vita politica gli avversari che non riescono a battere”. Infine, secondo Nordio, la vera riforma rivoluzionaria è quella che riguarda il Csm “con la proposta del sorteggio, sia peri componenti del Consiglio che per quelli della cosiddetta sezione disciplinare”.