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di Nuccio Ordine

Corriere della Sera, 13 febbraio 2023

In Europa si torna a parlare di costruire muri contro i migranti, Borges mette in relazione l’impresa di edificare muraglie con quella di ardere libri. Ora che in Europa si torna a parlare di costruire muri contro i migranti non ho potuto fare a meno di rileggere un bellissimo racconto di Jorge Luis Borges intitolato “La muraglia e i libri”, in cui lo scrittore argentino mette in relazione l’impresa di edificare muraglie con quella di ardere libri: “Lessi giorni addietro, che l’uomo che ordinò l’edificazione della quasi infinita muraglia cinese fu quel primo imperatore, Shi Huang Ti, che dispose anche che venissero dati alle fiamme tutti i libri scritti prima di lui. Il fatto che le due vaste imprese - le cinque o seicento leghe di pietra opposte ai barbari, la rigorosa abolizione della storia, cioè del passato - procedessero da una persona e fossero in un certo modo i suoi attributi, inesplicabilmente mi soddisfece e, al tempo stesso, mi inquietò”. In effetti, si tratta di due azioni che hanno in comune l’ambizione di “bruciare” il passato: i chilometri di barriere di pietre contro i presunti “barbari” e il rogo delle biblioteche tendono inevitabilmente non solo ad “abolire la storia” ma anche a cancellare qualsiasi traccia della nostra umanità.

Costruire muri, di fatto, significa rinchiudere la propria vita all’interno di un asfittico perimetro, di uno spazio delimitato, di un carcere senza osmosi con l’esterno. Significa coltivare una visione insulare e misera degli esseri umani e della conoscenza. I muri materiali e i muri mentali si alimentano a vicenda. Sono frutto di una pericolosa ignoranza e di terribili pregiudizi (ideologici o razziali, poco importa!). Tendono a giustificare la propria esistenza con le “buone intenzioni” di proteggersi dall’altro, dallo sconosciuto, dallo straniero. Fa male vedere Paesi europei che hanno cancellato il loro passato: non ricordano più i migranti che hanno cercato di riconquistare altrove la loro dignità perduta. Per questo Italo Calvino, nel Barone rampante, ci aveva messo in guardia: “Se alzi un muro, pensa a ciò che resta fuori!”.