di Marco Gasperetti
Corriere della Sera, 8 dicembre 2019
Colpito per sbaglio quel giorno, l'Inps vuole i danni. Le due orfane hanno 12 e 14 anni, vivono con il nonno: "La richiesta di 124 mila euro è una pugnalata". Sono orfane da sei anni. Da quando, il 28 luglio del 2013, il babbo uccise la loro mamma e poi si suicidò. Vivono con i nonni e cercano di dimenticare quella tragedia.
Ma pochi giorni fa le due ragazzine di 14 e 12 anni sono state raggiunte da un'ingiunzione di pagamento di 124 mila euro. Marco Loiola, operaio di 40 anni, prima di assassinare l'ex moglie Cristina Biagi di 38, aveva sparato anche a una persona che credeva erroneamente essere l'amante della moglie. L'uomo rimase gravemente ferito e con un'invalidità permanente e adesso, come prevede la legge, l'Inps ha chiesto d'essere rimborsata per le spese sanitarie sostenute e l'assegno devoluto alla vittima, dagli eredi che sono le due ragazzine.
La battaglia legale - "Dunque le figlie di Cristina - spiega Francesca Gallone, avvocato della famiglia Biagi - dovranno pagare 124 mila euro. Hanno già ricevuto dall'Inps, tramite il nonno Bruno, un'intimazione con tanto di Iban per il versamento da eseguire rigorosamente entro dieci giorni. In caso contrario ci sarà un processo e la cifra raddoppierà". Quando è arrivata la richiesta dell'Inps nonno Bruno quasi non ci credeva.
"Ancora piango la morte di mia figlia e non riesco a dormire ed ecco un'altra pugnalata alle spalle", ha detto commosso all'avvocato. Che gli ha promesso una battaglia per avere giustizia. "L'azione che l'Inps minaccia di portare avanti è ineccepibile da un punto di vista giuridico - spiega Gallone - ma è eticamente disumana. Paradossalmente per la legge italiana i responsabili civili di ciò che è accaduto sono le figlie in quanto eredi". L'Inps, dal canto suo, fa sapere di seguire "da tempo" il caso e ha preso "l'impegno a non attivare per il momento alcuna azione legale per il recupero coattivo".
Appello al Quirinale - Il fratello di Cristina, lo scrittore Alessio Biagi, si appella al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. "Chiedono alle mie nipoti di pagare per colpe non loro - dice - e moralmente e giuridicamente è una cosa orribile. Spero che il presidente possa fare qualcosa di importante per noi". Da anni Alessio si batte contro il femminicidio. "Spesso, ricordando l'orrore delle vittime di femminicidio, chiediamo impegno affinché le istituzioni tutelino e prevengano gli atti d'una violenza oramai incontrollata - spiega - ma allo stesso tempo dimentichiamo figli, in molti casi minorenni, affidati alle cure dei nonni, degli zii, che hanno il difficile compito di crescere, educare, arginare con tutto l'amore possibile un vuoto e un dolore comunque impossibile da colmare".
A Massa il nome di Cristina Biagi è tornato a far parlare le cronache anche per gli episodi di teppismo contro la statua che la ricorda nella piazza principale della città. Per sei volte il monumento, diventato il simbolo delle vittime di femminicidio, è stato divelto senza che siano stati individuati i responsabili.










