di Piero Sansonetti
Il Riformista, 22 marzo 2023
I fatti degli ultimi giorni avevano sollevato l’allarme. Il fastidio occidentale per le mosse di Xi Jinping, e prima ancora l’ammonimento di Washington a Kiev (“non accettate nessuna proposta di cessate il fuoco”). Ieri l’escalation è proseguita. Gli inglesi hanno reagito in modo inconsulto ai colloqui di Mosca: hanno annunciato che forniranno a Kiev munizioni con l’uranio impoverito.
Sono armi micidiali, realizzate per sfondare qualsiasi blindato. Sono state in passato usate dagli americani soprattutto in Serbia e in Kosovo. Hanno una grande potenza ma anche un terribile effetto collaterale, e cioè inquinano con veleni all’uranio, mortali per chi li respira e anche per le generazioni successive. Annunciare che saranno consegnate all’Ucraina ha un chiaro valore di “rottura” di ogni possibile clima di negoziato. Infatti Mosca ha reagito immediatamente e il portavoce del ministero degli esteri ha annunciato che saranno prese delle contromisure. Ha anche minacciosamente alluso alla probabilità sempre più vicina e concreta di guerra nucleare. Naturalmente quando si registrano le intemperanze politiche dei governi bisogna stare attenti a distinguere tra intenzioni reali e provocazioni. Il problema è che, talvolta, le provocazioni innescano una serie di reazioni che poi diventa molto difficile disinnescare. È chiaro il motivo dell’escalation di Londra e Washington. Impedire che sia il presidente cinese Xi a prendere in mano la situazione. Tutti gli osservatori avvertono questo rischio. Il modo nel quale Gran Bretagna e Stati Uniti hanno evitato in questi mesi la strada diplomatica ha aperto un varco molto grande alla Cina. E la stessa Ucraina, stremata, evidentemente ha la tentazione di inserirsi in questo varco. Washington e Londra temono che un successo della missione cinese possa rovesciare gli equilibri geopolitici a favore di Pechino. E vogliono impedire che questo avvenga. Anche rischiando la guerra mondiale? Anche. E l’Europa che fa? In questo momento conta quanto la Repubblica di San Marino.
La Gran Bretagna fornirà all’Ucraina proiettili con uranio impoverito da utilizzare nella guerra con la Russia. Lo ha detto la viceministra britannica della Difesa, Annabel Goldie. Citata dal Guardian, ha indicato che oltre a fornire i carri armati Challenger 2, il Paese invierà “munizioni, compresi proiettili perforanti contenenti uranio impoverito”. Questo tipo di proiettili, ha aggiunto, è “molto efficace” contro carri armati e blindati.
Se le munizioni speciali verranno fornite a Kiev e utilizzate, la Russia sarà costretta a reagire, ha detto il presidente russo Vladimir Putin nelle dichiarazioni alla stampa al termine dei colloqui con il presidente cinese Xi Jinping a Mosca, secondo quanto riferisce l’agenzia Ria Novosti. Immediata è arrivata anche la replica della portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, che ha accusato il governo britannico di voler creare uno “scenario jugoslavo”. “Questi materiali non solo uccidono, ma avvelenano anche l’ambiente e provocano il cancro nelle persone che abitano queste terre”, ha affermato in un messaggio sul suo account Telegram. “È un po’ ingenuo pensare che queste armi causeranno vittime solo tra coloro contro i quali vengono utilizzate. In Jugoslavia, i militari Nato, soprattutto italiani, sono stati i primi a pagarne le conseguenze”, ha sottolineato. Intanto un alto funzionario ucraino ha dichiarato alla Cnn che sono in corso discussioni con la Cina per organizzare una chiamata tra il leader cinese Xi Jinping e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky per discutere della proposta di Pechino per un piano di pace per l’Ucraina. Tuttavia, “non è stato programmato nulla di concreto”, ha precisato il funzionario. “L’Ucraina è contraria ad un cessate il fuoco perché ciò significherebbe protrarre il conflitto”, precisa il portavoce di Zelensky, Podolyak, nel corso del summit tra Putin e Xi.










