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di Manuel D’Angeli

udinetoday.it, 24 febbraio 2025

Opportunità di recupero per gli imputati di fatti lievi o sospesi. La convenzione permette di dare un’occasione agli imputati di pene lievi o sospese tramite l’esecuzione di lavori di pubblica utilità. Prosegue la collaborazione tra l’Ateneo friulano e il Tribunale di Udine per dare un’opportunità di recupero sociale agli imputati di reati puniti con pene lievi o sospese. Grazie a una specifica convenzione, infatti, l’Università di Udine potrà impiegare fino a tre persone ammesse all’istituto della messa alla prova subordinata allo svolgimento di lavori di pubblica utilità.

In cosa consiste la messa alla prova - L’occupazione, non retribuita, può avere una durata variabile da due mesi e mezzo a un anno. La convenzione, di durata triennale, è stata firmata dal rettore, Roberto Pinton, e dal presidente del Tribunale, Paolo Corder. Il lavoro di pubblica utilità è una prestazione non retribuita a favore della collettività prevista dall’articolo 168 bis (comma 3) del Codice penale. Su richiesta dell’imputato il giudice può sospendere il procedimento in corso e disporre la messa alla prova in base a un programma dell’Ufficio di esecuzione penale esterna basato sul compimento di una prestazione di pubblica utilità.

Che tipo di lavori verranno svolti - In base alla convenzione, le persone ammesse a questo istituto potranno dunque coadiuvare gli uffici dell’Ateneo friulano in attività a supporto di alcuni servizi. In particolare, quelli amministrativi e di portierato, di assistenza informatica, di custodia delle biblioteche e delle aree interne, di fruibilità e tutela del patrimonio culturale e archivistico, di piccola manutenzione, di cura del verde e di pulizia delle aree esterne. Dopo un’apposita formazione i beneficiari del programma potranno svolgere le mansioni loro assegnate in una delle diverse sedi universitarie a Udine e, se del caso, anche di Gorizia e Pordenone. I lavori di pubblica utilità per messa alla prova prevedono il rispetto delle specifiche professionalità e attitudini lavorative dell’imputato. Le attività si possono svolgere presso lo Stato, le Regioni, i Comuni, le aziende sanitarie o nelle sedi di enti, tra cui le università, o organizzazioni, anche internazionali, e di volontariato, che operano in Italia.