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di Lorenzo Giroffi

rainews.it, 16 agosto 2026

Frigoriferi e ventilatori sono stati donati per alleviare le sofferenze dovute al caldo. Ma, spiega il garante, resta pesante il problema sanità. Sovraffollamento. Un termine che ormai sembra andare a braccetto con la galassia carcere. Anche la casa circondariale di via Spalato a Udine vive questo dato sulla pelle di detenuti e operatori della struttura. A Udine a oggi sono 167 i detenuti su 95 posti, con materassi e servizi igienici che molte volte restano insufficienti. Con queste temperature, il tutto è ancora più complicato. Il carcere di Udine, però, negli ultimi mesi, ha visto l’ingresso di ventilatori e di frigoriferi, grazie alla sinergia di istituzioni e di società civile. Il problema resta la questione sanitaria.

Come spiega il garante dei diritti della persona, l’avvocato Andrea Sandra, “non abbiamo medici: l’unico che c’è non ha un orario compatibile con tutte queste persone. Spesso bisogna ospedalizzare le persone e non c’è personale sufficiente in carcere per poterlo fare”. A oggi sono tre i cantieri per i lavori di ristrutturazione del carcere di Udine. Se ne è parlato in una conferenza stampa con il garante dei detenuti, i membri dell’amministrazione comunale e regionale, e diverse realtà associative. L’amministrazione comunale è attenta in questo periodo per l’identificazione di un edificio abitativo per le persone a fine pena. Lo spiega Franco Corleone, presidente della Società della ragione ed ex garante dei diritti dei detenuti: “Abbiamo una detenzione sociale che meriterebbe misure alternative rispetto alla chiusura in carcere, che non produce reinserimento e favorisce la recidiva”. Questa mattina sono stati consegnati 200 kg di angurie grazie all’iniziativa di una cooperativa della grande distribuzione, che ha espresso così solidarietà a chi vive in restrizione queste giornate di afa.