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www.udinetoday.it, 10 gennaio 2015

 

Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe) per voce del suo segretario nazionale, Donato Capece, ha fatto sapere che recentemente nel carcere di via Spalato a Udine sono stati rinvenuti all'interno di una cella penitenziaria un carica batterie per telefono e una spatola; naturalmente accuratamente nascosti dal detenuto che li aveva in custodia.

"È un episodio grave, condizionato probabilmente dai livelli minimi di sicurezza che la vigilanza dinamica impone", ha dichiarato il segretario della Sappe.

Lo stesso Capece, poco tempo fa in un'intervista a "Il Tempo", aveva allertato come questa sorta di carcere a "regime aperto" non sia risolutiva in termini di sicurezza, né per gli agenti, né per gli stessi detenuti. Nello specifico denunciava già lo scorso ottobre: "la vigilanza dinamica da oltre un anno prevede che i detenuti, non quelli al 41bis, siano liberi di uscire dalle celle e stare nei corridoi. Così oltre a rendere più facili i suicidi, aumenta il rischio delle aggressioni nei confronti della polizia penitenziaria, che sono infatti aumentate del 70%".