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Il Gazzettino, 23 dicembre 2024

Dalla Cattedrale in centro storico al carcere di via Spalato, la marcia non violenta per i diritti e la dignità di chi vive dietro le sbarre ha radunato centinaia di persone. Il garante dei detenuti Andrea Sandra parla senza mezzi termini di “un successone. 300 persone circa per tutto il corteo”. Dopo l’apertura del vescovo Riccardo Lamba, davanti alla casa circondariale di via Spalato sono intervenuti Roberta Casco per l’associazione Icaro, Franco Corleone (ex garante) per “La società della ragione”, la parlamentare dem Debora Serracchiani e l’assessora comunale Arianna Facchini. Il coro popolare della Resistenza ha chiuso con Bella ciao. “Abbiamo consegnato al carcere le rose (circa 200) e la luce di Betlemme che è stata portata dagli scout”.

Nutrita la presenza di esponenti politici. Per il Comune, fra gli altri anche gli assessori Rosi Toffano, Federico Pirone e Stefano Gasparin e i consiglieri Andrea Di Lenardo (Avs e Possibile), Anna Paola Peratoner (Pd), Lorenzo Croattini, Stefania Garlatti Costa, Lorenzo Patti, Davide Gollin e Alessandro Vigna per la civica detoniana, Antonella Fiore (Spazio Udine). Fra i consiglieri regionali presenti Serena Pellegrino e Manuela Celotti.

“Una marcia per la civiltà dentro e fuori il carcere, per ribadire che il disinteresse per le condizioni di vita negli istituti di pena è un’arma a doppio taglio, che prima o poi fa male a tutta la società. Le centinaia di persone che sono scese in strada chiedono che si metta fine alla vergogna di un sovraffollamento che a Udine raggiunge percentuali insostenibili e ostacola progetti di socialità. Chiediamo che sia sostenuto il lavoro del nuovo Garante dei detenuti e Andrea Sandra e l’impegno di Franco Corleone per attuare un “modello Udine” che finalmente rispetti l’articolo 27 della Costituzione sulla rieducazione del condannato”, ha detto Serracchiani, responsabile Giustizia del Pd. “Non smetteremo di ringraziare il personale che lavora nei penitenziari - ha aggiunto Serracchiani - in mezzo a tanti problemi, e non smetteremo di incalzare il ministro della Giustizia perché adotti misure immediatamente attuabili. Il Governo prenda atto del proliferare di patologie psichiche e organiche, si assuma la vergogna del crescente numero di suicidi”.

Di Lenardo (anche nella segreteria nazionale di Possibile) ha ringraziato Sandra “per la riuscitissima manifestazione per le condizioni dei detenuti del carcere di Udine, che ha visto la partecipazione di diverse centinaia di persone e a cui abbiamo congiuntamente aderito. Un segnale importante di umanità e un messaggio chiaro al governo”. Per Peratoner è stato “emozionante essere qui con tante persone unite dal desiderio di sentirci parte di una coscienza collettiva che deve ripartire dagli ultimi degli ultimi, dagli invisibili”. Anche Fiore ha spiegato di aver partecipato “con convinzione alla marcia organizzata per accendere i riflettori su una questione di grande rilevanza sociale e umanitaria: il sovraffollamento nelle carceri. Questa problematica, che riguarda la dignità di detenute e detenuti, ci richiama al dovere di costruire un sistema penitenziario che rispetti i diritti umani e promuova il reinserimento sociale”. Nel ringraziare Sandra e l’associazione Icaro, per l’impegno per chi vive in carcere, si è impegnata a “mantenere alta l’attenzione su questo tema, promuovendo politiche che mettano al centro la dignità e i diritti di tutte e tutti. Solo attraverso un’azione collettiva e determinata potremo costruire una società più giusta e inclusiva”.