di Dario Ronzoni
rainews.it, 26 agosto 2026
Supera il 200% il sovraffollamento al carcere di Udine, una situazione definita particolarmente difficile dall’associazione Nessuno tocchi Caino, ieri in visita. In ogni carcere che vedo incontro sempre lo stesso delinquente: lo Stato, che non rispetta le sue stesse regole. Lo dice Elisabetta Zamparutti, tesoriera di Nessuno tocchi Caino, dopo la visita dell’associazione al Carcere di Udine, fatta insieme ai rappresentanti della Camera Penale Friulana. Un’iniziativa che ha seguito quella di Pordenone e Tolmezzo, a 10 anni dalla scomparsa di Marco Pannella: “Seguiamo le sue orme cercando di sopperire alla mancanza dello Stato con una presenza, la nostra”.
Il problema principale è il sovraffollamento: ora i detenuti sono 163, per 79 spazi effettivi (cinque celle da due, bruciate o devastate, sono fuori uso). La situazione è definita “particolarmente grave”. “È un carcere che indubbiamente ha anche delle parti rinnovate ma finché non c’è una misura di riduzione del carico di dolore nulla mai funzionerà”, afferma Zamparutti. Tra le proposte c’è l’aumento dei giorni di liberazione anticipata da 45 a 75 per i detenuti che mostrano una buona condotta. Un’altra strada invece passa per una questione di legittimità costituzionale sollevata a Firenze per il parere della consulta e di cui si discuterà a settembre, e che potrebbe in teoria bloccare il sovraffollamento. Il presidente della Camera Penale Friulana, l’avvocato Rino Battocletti: “In sostanza chiede di riformulare una norma dell’ordinamento penitenziario per consentire ai giudici di rinviare la detenzione nell’ipotesi in cui non ci siano le condizioni di dignità”.









