Messaggero Veneto, 8 novembre 2022
Un ragazzo di 22 anni di origini dominicane, detenuto per l’ipotesi di reato di tentato omicidio, ieri si è tolto la vita nel carcere di via Spalato. Quello di Udine è il 76º suicidio avvenuto in una struttura detentiva in Italia dall’inizio dell’anno.
“Siamo di fronte a una continua emergenza - commenta il garante dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale del Comune di Udine Franco Corleone - e non bisogna abituarsi a queste tragedie. Speravo che Udine si “salvasse”, ma non è stato così. La maggior parte dei suicidi - indica - avviene all’inizio del periodo detentivo.
Il 22enne è arrivato da Trieste lo scorso 22 settembre e da poco si trovava in regime di isolamento in seguito a una lite avvenuta con un compagno di cella e con un agente”. Il garante sottolinea ancora una volta il problema del sovraffollamento. “Servono maggiori misure alternative per chi ha pene brevi - ritiene infatti Corleone.
Poi c’è il problema di chi soffre di disagi psicologici e dei tossicodipendenti che dovrebbero stare in strutture per loro più tollerabili e adeguate: senza di loro, che costituiscono un’ampia fetta di detenuti, il carcere sarebbe meno sovraffollato e di più facile gestione. Il carcere - conclude - non deve essere una discarica sociale, ma volta al recupero dei suoi ospiti”.










