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fuoriluogo.it, 7 novembre 2026

A Udine il 13 novembre seminario sulla salute in carcere: cura, dignità e politiche sulle droghe, per dare forza a un diritto che deve valere davvero per tutti. Quanto pesa un aggettivo quando si entra in carcere? Definire la salute un diritto “fondamentale” significa chiedersi che cosa ne resti nei luoghi della privazione della libertà, dove la possibilità di accedere alle cure dipende anche dalle condizioni della detenzione, dalle relazioni e dalle scelte delle istituzioni. È da qui che prende le mosse il seminario “La salute diritto fondamentale. La forza di un aggettivo”, in programma venerdì 13 novembre 2026, dalle 9 alle 19, nella Sala Ajace di Udine. L’indicazione che accompagna il titolo è già una scelta di prospettiva: “Cominciare dal carcere, dagli ultimi”.

Cominciare dal carcere significa mettere alla prova l’universalità dei diritti nel punto in cui è più facile perderla di vista. Significa parlare di salute mentale, di autonomia, di legami sociali e di possibilità di cura; interrogare il rapporto tra il sistema sanitario e quello penitenziario; riconoscere che la dignità delle persone riguarda anche ciò che accade ogni giorno dentro una cella e nel rapporto con la città.

La mattinata sarà introdotta alle 9 da Andrea Sandra, garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Udine. Dopo i saluti istituzionali delle 9.30, la prima sessione, da lui presieduta, entrerà nel merito delle pratiche e delle contraddizioni della cura.

Pietro Pellegrini affronterà il rapporto tra cittadinanza, welfare e percorsi dalla fragilità all’autonomia. Giuseppina Paulillo porterà l’esperienza del carcere di Parma, mentre Katia Poneti, responsabile scientifica del seminario, presenterà una ricerca a Udine sulla salute mentale e il paradigma dell’esclusione. Marco Bertoli interverrà sulle esperienze delle REMS per l’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale.

Al nodo di “Cura e custodia”, e alle contraddizioni ancora attuali di questo binomio, saranno dedicati gli interventi di Giulia Melani, sociologa del diritto e presidente della Società della Ragione, e dello psichiatra Mario Colucci. Leonardo Fiorentini, segretario di Forum Droghe e direttore di Fuoriluogo, affronterà invece “Il peso della legge sulle droghe sulla detenzione”. Un passaggio decisivo per collegare la discussione sulla salute alle politiche che contribuiscono a determinare chi entra in carcere: anche le scelte sulle droghe devono essere interrogate per le loro conseguenze sulle persone e sui percorsi di cura. Alle 12 si aprirà la discussione, prima della pausa delle 13.30.

Il pomeriggio sposterà lo sguardo sulle relazioni tra il carcere e il territorio. Alle 14.30, con la presidenza di Franco Corleone, la sessione “Dentro via Spalato: costruire solidarietà, per far vivere la dignità” darà voce a volontariato, servizi sanitari e sociali, esecuzione penale esterna e avvocatura. Interverranno Roberta Casco, Francesco Milanese, Annarita De Nardo, Tamara Feresin, Brigida Tricase, Maria Rita Bonura, Anna Paola Peratoner, Emanuela Rosanda e Melissa Stella. Le esperienze di sostegno alla genitorialità, tutela della salute e solidarietà offriranno una dimensione concreta al confronto sui diritti.

Alle 16.30 la tavola rotonda “La prova del cambiamento”, moderata da Massimo Brianese, del consiglio direttivo della Società della Ragione, porterà la discussione sul terreno della responsabilità politica. Sono stati invitati l’assessore regionale Riccardo Riccardi, il presidente della III Commissione consiliare regionale Carlo Bolzonello e le consigliere e i consiglieri Lucia Buna, Rosaria Capozzi, Manuela Celotti, Furio Honsell e Giulia Massolino. La conclusione dei lavori è prevista alle 19.

La forza di quell’aggettivo, “fondamentale”, si misura nella capacità di tradurlo in cure accessibili, continuità dei percorsi e relazioni che sostengano l’autonomia. Il carcere è un luogo da cui cominciare a verificare se il diritto alla salute vale davvero per tutte e tutti. Partecipazione gratuita, con iscrizione fino a esaurimento dei posti: modulo online. Sono previsti 8 crediti ECM per tutte le professioni; per avvocati e praticanti abilitati, 3 crediti formativi per la mattina e 5 per il pomeriggio. È in corso la richiesta di accreditamento per gli assistenti sociali. Per gli studenti del corso di laurea magistrale in Medicina e Chirurgia è previsto 1 CFU per attività a scelta, presentando l’attestato di partecipazione.