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Messaggero Veneto, 31 marzo 2022

Fare di Udine un “laboratorio per riformare il carcere in termini di diritti e dignità”, un esempio a livello nazionale “di rete tra associazioni e istituzioni per progettare e facilitare il reinserimento dei carcerati”. A lanciare la sfida è stato Franco Corleone, Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del comune di Udine, che ieri ha promosso un incontro sul tema “Il carcere dopo il Covid-19”.

“Dobbiamo pensare ad azioni concrete - ha spiegato Corleone - a cominciare da un modo per mitigare il fenomeno dell’affollamento. Oltre alle misure alternative alla detenzione, immaginiamo un provvedimento ad hoc per più giorni di liberazione anticipata per chi va verso il fine pena. Un segno di attenzione nei confronti dei carcerati dopo tutto quello che hanno passato negli ultimi due anni a causa della pandemia”.

Il garante ha toccato anche altri temi, come la carenza di educatori o la necessità di avviare una sorta di hou-sing sociale per chi esce di galera senza più avere una famiglia o una casa. “Pensiamo a lavori socialmente utili - ha concluso - per favorire il reinserimento”.