di Alessandro Cesare
Messaggero Veneto, 19 aprile 2023
“Solo l’arte e la cultura possono salvare il carcere”. È la sintesi del pensiero del garante delle persone private della libertà personale, Franco Corleone, che ieri è stato protagonista, insieme alla presidente dell’associazione Icaro, Roberta Casco, del Premio nazionale “Maurizio Battistutta”. Un’iniziativa riservata ai detenuti di tutta Italia, che per questa terza edizione ha visto la partecipazione di 180 persone sul tema “Immaginare giardini in un mondo in frantumi”.
“Una rappresentazione del fatto che nelle patrie galere - ha sottolineato Corleone - c’è un’umanità pronta a mettersi in gioco con la poesia, la prosa e la grafica”. Le premiazioni si sono svolte a palazzo D’Aronco, in una sala Ajace gremita, con il prezioso intervento di Nicoletta Oscuro e Matteo Sgobino, incaricati di leggere e musicare le opere selezionate (molti detenuti erano collegati via web).
Ad arricchire l’opuscolo con i contributi premiati, ci sono le tavole grafiche dei ragazzi dell’Enaip Fvg, e del corso di operatore grafico in particolare curato dalla docente Sarolta Szulyovszky. Un legame, quello tra Einaip e premio, nato grazie a Maurizio Battistutta, scomparso nel 2017, che oltre a essere stato anima dell’associazione Icaro, ha ricoperto gli incarichi di garante per i detenuti e di professore proprio all’Enaip.
Per la sezione prosa sono stati premiati Lucia Letizia Finetti del carcere di San Vittore a Milano, Samuele Anfuso del Don Bosco di Pisa, Shulliani Zef del Sollicciano di Firenze. Per la poesia, a essere selezionati sono stati i lavori di Domenico Iommelli del carcere di Opera a Milano, di Luca Michelangeli del carcere di Teramo, Nicola Nardin del Santa Maria Maggiore di Venezia, Wilson Giannaccaro, Aimen Fetati, Ali Kaisim, Zyharanu Argjiend e Simone Sorini del Mari di Trieste, Maria Cacciola del carcere di Lecce. Per la grafica scelti gli elaborati di Elisandro dos Anjos Costa del carcere di Piacenza, Giuseppe Casciola di Spoleto, Ilario Conoscitore di Lecce, Aracic Franjo di Udine, Gogh di Viterbo, Andrea Buffi di Genova, Salvatore Maniscalco di Palermo.
Tradizionalmente, l’occasione del premio diventa un momento per affrontare nodi irrisolti per la riforma civile del carcere. “Quest’anno - ha chiarito Corleone - è toccato al professor Andrea Pugiotto, ordinario di Diritto costituzionale all’Università di Ferrara, presentare una relazione su un tema scottante come “La sessualità negata in carcere come problema di legalità costituzionale”. Una cerimonia anticipata dalla messa a dimora di quattro meli nel carcere di via Spalato.










