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ansa.it, 17 agosto 2023

L’associazione Nessuno Tocchi Caino ha fatto visita alla casa circondariale di via Spalato è ha incontrato anche la polizia carceraria. Lo chiamano Viaggio della speranza, ma le visite nelle carceri dell’associazione Nessuno Tocchi Caino si rivela spesso una discesa nel degrado e nel sovraffollamento. Da inizio anno sono state almeno 80, tra le ultime tappe visitate dalla delegazione, che comprende rappresentanti delle Camere penali, figurano i penitenziari di Tolmezzo e di Udine. Ogni carcere ha le sue difficoltà, ma il quadro generale in Italia è sempre molto simile.

Elisabetta Zamparutti, tesoriera di nessuno Tocchi Caino: “Problemi di sovraffollamento, incidenza della malattia mentale, sempre più giovani: si abbassa l’ età di hi entra in carcere, sempre di più - per problemi legati alla dipendenza da sostanze”. Sono problemi tornati alla ribalta con i tragici casi di suicidi in poche ore nelle carceri italiane: “Al sovraffollamento si può trovare una soluzione...una liberazione anticipata speciale, più giorni da scontare ogni semestre in condizioni di buona condotta, in maniera che lo sconto sia automatico”.

Oltre ai detenuti la vista è rivolta anche a quelli che chiamano i “detenenti”. Sergio D’Elia, segretario dell’Associazione Nessuno Tocchi Caino: “La cosa paradossale è che questo stato condanna non solo chi ha sbagliato, ma soprattutto condanna i suoi servitori a vivere in situazioni di degrado”.

E ad avviso dell’Avvocatura, non sembra reggere nemmeno l’ipotesi di impiegare caserme per fare nuovi istituti: Raffaele Conte, presidente della camera penale friulana di Udine “Non è possibile, ha bisogno di strutture, metrature, modi di essere... personale, pure per carcere che bisognerebbe sorgere”.