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di Dario Ronzoni

rainews.it, 1 luglio 2025

La 16ma edizione del report indipendente presentata anche a Udine con Trieste il carcere tra i più sovraffollati. Su circa 60mila detenuti in Italia, almeno un terzo è in carcere per reati legati alla droga, spesso di piccola entità. Rispetto alla media europea è quasi il doppio. E il fenomeno è in crescita ogni anno. Sono alcune delle indicazioni contenute nel Libro bianco sulle droghe, promosso dalla Società della Ragione e arrivato alla sua edizione numero 16, dal titolo “Non mollare”. Dopo l’incontro alla Camera dei Deputati il 26 giugno, è stato presentato anche a Udine, in un locale del centro.

Una questione che riguarda anche Udine, che segue la stessa tendenza e dove il totale dei detenuti è di 182, a fronte di una capienza di 95. Con difficoltà crescenti di convivenza tra carcerati e polizia: “Ci vorrebbe un provvedimento di indulto o l’uscita dal carcere di persone che hanno un fine pena di sei mesi o di un anno” - rimarca Corleone. La soluzione - viene detto - è l’applicazione di misure alternative al carcere.

Andrea Sandra, garante per i diritti dei detenuti di Udine: “Che possono essere applicate dal magistrato, dal Tribunale di sorveglianza e sarebbe utile che ciò avvenisse, abbiamo una carenza però di strutture come le comunità terapeutiche che andrebbero incentivate in modo da garantire l’accoglienza di più persone possibile”. C’è spazio anche per tornare sulla polemica aperta dal Sappe, il sindacato della polizia penitenziaria, dopo l’aggressione subita da quattro agenti da parte di due detenuti: “Noi paghiamo le conseguenze del sistema carcerario, - aveva detto il delegato nazionale Massimo Russo -mentre la politica e le associazioni si preoccupano di ventilatori, frigoriferi e delle celle dell’affettività”. Parole alle quali Sandra replica: “Il riferimento a quello che noi e le associazioni di volontariato fanno per garantire ai detenuti condizioni di vita decorose non può essere una critica”.