di Giulia Sacchi
Messaggero Veneto, 3 febbraio 2020
Partito il cantiere per la costruzione della Rems. Un milione di investimento La struttura prenderà il posto del Centro di salute mentale di via Colle. È partito il cantiere per la costruzione della Rems di via Colle a Maniago, ossia della Casa di cura e custodia per ospitare i detenuti degli ex ospedali psichiatrici giudiziari: sul piatto un milione di euro. Il termine previsto per le opere è il 31 maggio 2021: il Centro di salute mentale sarà demolito e al suo posto troverà spazio la Rems. L'area ubicata nelle vicinanze dell'ospedale è stata transennata e hanno preso il via i primi interventi.
Del progetto si parla da almeno cinque anni: il piano ha acceso il dibattito sia politico sia tra i cittadini. Questi ultimi hanno persino indetto una petizione e raccolto 250 firme per dire "no" alla struttura. I timori riguardano la sicurezza del personale che opera all'interno, dei pazienti e dei residenti nella città del coltello. Le Rems sono strutture residenziali con funzioni terapeutico-riabilitative e socio-riabilitative, con permanenza transitoria ed eccezionale: l'internamento, comunque, è applicabile soltanto nei casi in cui siano acquisiti elementi dai quali risulti che è la sola misura idonea ad assicurare cure adeguate e a fare fronte alla pericolosità sociale dell'infermo o seminfermo di mente.
Dall'opposizione che sedeva in consiglio durante il precedente mandato di Andrea Carli, della quale oggi è rimasta in assemblea civica solamente Ilia Franzin, era stata avanzata anche la richiesta all'esecutivo di contemplare la possibilità di trovare un'altra ubicazione per la Rems: come nuova location era stata proposta l'area del nuovo carcere di San Vito al Tagliamento. Ma la maggioranza aveva respinto la richiesta di trasferimento. Avallata, invece, l'istanza della minoranza di potenziare la sicurezza, con un incremento delle forze dell'ordine. Questo visti gli episodi registratisi nell'edificio che ospita detenuti degli ex ospedali psichiatrici giudiziari (il primo paziente aveva accusato una crisi e rotto alcuni oggetti).
La richiesta di rafforzare la sicurezza era stata formulata dal gruppo Maniago civica (Francesco Busetto, Laura Di Bernardo e Massimiliano Tramontina) e sostenuta da tutta l'opposizione attraverso una mozione discussa in una seduta di consiglio. La minoranza aveva messo in luce che quello della Rems a Maniago è un piano fallimentare, in quanto struttura e ubicazione non sono giusti. Si era parlato di una scelta calata dall'alto, cui l'esecutivo Carli non si è opposto.
Al di là delle singole posizioni, l'iter è proseguito e ora si è arrivati al cantiere: le tempistiche, nel 2015, erano parse più strette di quelle che si sono concretizzate, come spesso accade quando si tratta di lavori. In un primo tempo, era stato ipotizzato che le opere sarebbero partite nel 2017. Il nuovo cantiere sarà oggetto di discussione durante gli incontri pubblici che la giunta organizza con la popolazione e che quest'anno arrivano in ritardo rispetto al passato: se ne parla per la primavera










