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udinesetv.it, 5 marzo 2022

Sovraffollamento “cronico”, con 146 detenuti e 86 posti disponibili, ed endemica carenza di educatori, con un solo professionista a disposizione due volte la settimana.

Sono i problemi più urgenti “post Covid” del carcere di Udine, illustrati oggi nella casa circondariale dal garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Udine, Franco Corleone, nella sua relazione semestrale (maggio-settembre 2021), durante un incontro al quale ha preso parte anche il presidente del Consiglio regionale del Fvg, Piero Mauro Zanin.

“Per evitare il sovraffollamento è necessario aumentare il ricorso alle misure alternative alla detenzione specie in prossimità del fine pena - ha detto Corleone - e sarebbe inoltre auspicabile costruire l’atteso carcere di Pordenone, che con un centinaio di posti, potrebbe dare sollievo alle altre strutture della regione”. A Trieste, i detenuti sono 155 e i posti 138, a Tolmezzo 199 a fronte di 149 posti, a Pordenone 35 per 38 posti e a Gorizia 60 per 52 posti.

“Abbiamo un piano di ristrutturazioni imponenti che partiranno nei prossimi mesi come ci hanno assicurato i vertici del Dipartimento amministrazione penitenziaria - ha annunciato - un’occasione da non perdere. Immaginiamo il carcere dopo il covid facendo interventi essenziali per garantire diritti essenziali, come quelli a lavoro, istruzione o salute. In genere - ha spiegato Corleone parlando di ‘detenzione sociale’ - le persone detenute sono povere, molti sono stranieri, numerosi tossicodipendenti, in carcere per violazione della legge sulle droghe (30%)”.

Il garante ha sollecitato l’amministrazione penitenziaria ad affrontare “la questione della mancanza di personale, con un direttore in missione da Belluno e la carenza di educatori”, e la politica regionale di “sopperire alle deficienze con una modalità adottate da altre Regioni, come la Lombardia, in passato, per garantire la presenza di personale educativo e anche di aprire la possibilità di lavoro e di reinserimento sociale”.

Sul tema del diritto alla salute, anche quella mentale, Corleone, riferendo che nel carcere di Udine solo nel 2021 si sono registrati 84 atti di autolesionismo commessi da detenuti, ha richiamato i servizi sanitari “a farsene carico, con personale adeguato”, sollecitando l’azienda sanitaria anche a “verificare le condizioni igienico-sanitarie che sono peggiorate durante la pandemia, con il passaggio del carcere Udine da 111 a 146 detenuti”.

L’appello è stato raccolto dal presidente del Consiglio regionale Fvg, Piero Mauro Zanin. “Il consiglio verificherà - ha detto - quali sono le possibilità che la legislazione ci consente per risolvere la piaga del sovraffollamento e favorire, con l’ausilio di educatori, il reinserimento di coloro che sono a fine pena”.