sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Franco Corleone


Messaggero Veneto, 14 maggio 2021

 

Il progetto del Garante dei diritti. Il 26 aprile sono stato eletto dal Consiglio comunale garante dei diritti dei detenuti e delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale con un voto che ha visto partecipe gran parte della maggioranza e dell'opposizione, il che aumenta la mia responsabilità.

Un anno di pandemia ha provocato un isolamento del carcere molto preoccupante ed è indispensabile una particolare attenzione per tornare presto ai principi della Costituzione, dell'Ordinamento penitenziario e del Regolamento del 2000 in troppe sue parti ancora disatteso. L'inizio del Covid ha provocato rivolte che non si verificavano da decenni, addirittura con 13 detenuti morti, colpevolmente archiviati come corpi a perdere. A Udine c'è un patrimonio di attività compiuto dalla precedente garante Natascia Marzinotto che va salvaguardato. Mi provoca emozione riprendere il compito e il ruolo di Maurizio Battistutta che dedicò fino all'ultimo respiro la sua vita al mondo dell'esclusione sociale. Gli ultimi di Padre Turoldo. Quando entro nel carcere di Udine guardo il melo che è stato piantato per dare forza al suo sogno di un luogo diverso.

La priorità assoluta sarà la realizzazione del progetto di ristrutturazione dell'istituto messo a punto dagli architetti del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria su impulso della Società della Ragione. La sezione ex femminile, abbandonata al degrado da venti anni diventerà il polo delle attività culturali e sociali, con laboratori per la lettura, la scrittura, il teatro, la biblioteca, attività artigianali e creative.

Sarà costruita una sezione per i detenuti in semilibertà, un campo da gioco e alla fine sarà prevista una riorganizzazione degli spazi prevedendo una palestra, un luogo di preghiera e meditazione. Non ultima una riorganizzazione dell'infermeria per garantire sicurezza al personale e dignità ai pazienti.

Il mese prossimo organizzeremo un seminario per presentare alla città l'ipotesi di trasformazione. Intanto premono le urgenze. Ancora non sono stati vaccinati i detenuti e l'intera comunità penitenziaria, per primi i volontari che sono essenziali per stabilire relazioni con i detenuti. Il ritardo dovrà non protrarsi oltre.

Il carcere soffre il sovraffollamento, infatti rispetto a 90 posti, le presenze si aggirano sulle 160 unità. Dai dati che mi sono stati consegnati, un centinaio di prigionieri sono definitivi; su queste persone occorrerebbe un impegno particolare per applicare le misure alternative, dalla semilibertà a progetti di inserimento in comunità di vario tipo, almeno utilizzando la detenzione domiciliare speciale. La platea più facilmente interessata è quella sotto i tre anni dal fine pena, che potrebbe uscire con affidamento in prova al servizio sociale: ben 23 nel 2021, 28 nel 2022 e 12 nel 2023. Perché stanno in carcere? L'interrogativo non può rimanere senza risposta: mancano progetti perché non c'è lavoro e manca la casa? Il carcere di Udine ha bisogno di più educatori e va stretto il rapporto con l'Uepe, la struttura per le misure esterne.

La magistratura di sorveglianza è disponibile e va fatto un salto con un impegno di tutte le istituzioni, approfittando anche del progetto di Cassa Ammende. Sono rimasto colpito dalla denuncia del medico incaricato per la situazione dell'infermeria, verificando io stesso il deterioramento della pavimentazione sconnessa, dell'umidità presente sui muri, la mancanza di un bagno e di un minimo di privacy. Non ultimo la mancata sanificazione dei locali nell'anno del Covid! Nonostante questo, posso dire che il personale è impegnato con passione e voglia di lavorare.