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di Lodovica Bulian

 

Messaggero Veneto, 12 febbraio 2015

 

Ritorna critico il livello di sovraffollamento nel carcere di Udine. Secondo gli ultimi dati diffusi dal ministero della Giustizia aggiornati al 31 gennaio 2015, ci sono 173 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 100 posti. Dopo una lieve flessione registrata a dicembre - su scala nazionale si fotografa una riduzione del sovraffollamento del 14 per cento - ora siamo a una nuova inversione di tendenza. A riempire le celle di via Spalato ci sono per lo più stranieri, 73 secondo il monitoraggio effettuato nell'ultimo mese. Spiccano marocchini, rumeni, albanesi, tunisini, nigeriani. Una peculiarità della regione, porta di ingresso nel Paese dalla rotta balcanica: su 619 detenuti totali nei cinque istituti in regione, 244 sono stranieri.

Un dato spesso all'origine di disordini, risse e fenomeni di autolesionismo. L'integrazione, infatti, diventa difficile, soprattutto quando a dividere la cella sono persone di nazionalità differenti, spiega il segretario regionale della Sappe, il sindacato autonomo di polizia penitenziaria, Giovanni Altomare: "Gli italiani tendono a mantenere un comportamento corretto nella struttura, nella speranza di una possibile riduzione della pena; gli stranieri, invece, hanno una cultura profondamente diversa, e per protestare utilizzano l'autolesionismo: a una semplice richiesta negata accade che reagiscano tagliandosi con le lamette da barba".

Tenere sotto controllo questa bomba a orologeria è difficile, soprattutto con organici sottodimensionati e strumenti di sorveglianza inadeguati a gestire le emergenze. Secondo il report dell'Osservatorio Antigone, la polizia penitenziaria di via Spalato, composta da circa 120-125 unità, è "carente" rispetto a una pianta organica che ne richiederebbe almeno 136. Il cosiddetto regime "a celle aperte", che permette la libera circolazione durante il giorno all'interno dei piani, unito all'alta percentuale di stranieri, può innescare ulteriori spirali negative, secondo Altomare.

"Le sezioni a volte diventano ghetti, dove si creano sodalizi rivoltosi. Qui a Udine, fortunatamente, non si verificano eventi critici di particolare importanza, ma l'allerta resta alta". I provvedimenti legislativi svuota carceri finora sono stati dei "palliativi a porte scorrevoli" rincara il segretario: "Entrano ed escono sempre gli stessi". Al 31 gennaio 2015, sono 236 le persone uscite grazie alla legge 199/2010, di cui 72 stranieri. Se le emergenze individuali restano contenute - l'ultimo suicidio è del 2012 - a via Spalato resta la maglia nera del sovraffollamento in Fvg. A Trieste, per una capienza regolamentare di 155 posti, sono rinchiusi di media tra i 180 e i 190 detenuti; a Tolmezzo di stranieri non ce ne sono, ma su una capienza di 149 persone se ne contano fino a 181. Segue Pordenone, con 71 detenuti su 41 posti regolamentari, e Gorizia, dove di detenuti ce ne sono solo 13, a fronte di 55 posti.