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di Lara Zani

rainews.it, 20 ottobre 2024

Non si sa dove spostarli per la durata dei lavori. Per il garante è una motivazione inaccettabile. Ma in via Barzellini si è già arrivati al doppio della capienza. Per la Casa circondariale di Udine è tempo di grandi lavori di ristrutturazione, dai quali però resta al momento escluso proprio uno degli spazi che più ne avrebbero bisogno, la sezione prima al pianterreno. Un progetto di riqualificazione, in realtà, già c’è, ma è impossibile avviarlo. “Abbiamo una situazione particolare con il primo piano, con la prima sezione che è al piano terreno del carcere, dove sono detenuti 57 reclusi, in condizioni di palese inagibilità edilizia - afferma Andrea Sandra, garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Udine.

“Per questa sezione è già stato previsto uno stanziamento per la ristrutturazione, ma è una ristrutturazione che non si fa, perché il Prap, cioè l’organismo amministrativo deputato, ha risposto che non c’è lo spazio per mettere i detenuti che attualmente vivono in quella sezione”.

Una motivazione inaccettabile per il Garante, che ha dunque lanciato una nuova mobilitazione on line per chiedere l’immediata chiusura della sezione. Settantacinque le adesioni raccolte finora. “Sarebbe davvero un peccato - si sostiene nel documento - che il miracolo che si sta realizzando a Udine, con una ristrutturazione che offrirà spazi per attività e socialità, venisse messo in pericolo”. “Proprio questa mattina ho visto le nuove aule scolastiche, che sono state trasferite in uno spazio luminoso e certamente di grande miglioramento rispetto alla situazione precedente, racconta Franco Corleone, ex garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Udine.

“E il polo culturale di lavoro chiuderà i lavori a fine dicembre, quindi l’anno prossimo inizierà un grande cantiere del cambiamento. Il carcere cambierà volto”. Resta, tuttavia, il problema del sovraffollamento. “Purtroppo anche oggi abbiamo 177 presenze rispetto a una capienza di 90 posti, cioè il doppio. È una situazione difficile da reggere per tutti”.