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Il Sole 24 Ore, 5 maggio 2026

Il Viceministro della Giustizia spiega: “È ferma la volontà dell’Amministrazione di non disperdere le professionalità degli Addetti Upp, applicandoli alle funzioni di cancelleria solo in via residuale e ove strettamente necessario”. Il nuovo ordinamento professionale del personale non dirigenziale del ministero della Giustizia, definito dal Contratto collettivo nazionale integrativo in attuazione del Ccnl Funzioni centrali 2019-2021, ridisegna le “famiglie professionali” e introduce un modello organizzativo fondato sul lavoro per processi. Un passaggio che coinvolge direttamente anche gli Addetti all’Ufficio per il processo (Upp), al centro del dibattito nelle ultime settimane.

Secondo quanto previsto, la funzione di supporto alla giurisdizione - che rappresenta uno degli assi portanti del nuovo sistema - viene ricondotta a una specifica famiglia professionale, superando la tradizionale logica delle mansioni per approdare a un’organizzazione più flessibile e integrata. In questo quadro si colloca anche l’attività degli addetti Upp, chiamati a operare in team e a sviluppare competenze trasversali.

Sul punto è intervenuto il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, titolare della delega al personale dell’organizzazione giudiziaria: “In questa prospettiva virtuosa, va letto lo sforzo profuso dall’Amministrazione che si è adoperata, con risorse proprie, ad aumentare da 3.000 a 9.368 unità le stabilizzazioni del personale PNRR, nell’obiettivo, a risorse disponibili, di stabilizzare le restanti posizioni, che saranno mantenute in graduatoria per ben tre anni”.

Sisto ha quindi chiarito anche il perimetro della riorganizzazione in corso, rispondendo alle preoccupazioni emerse tra gli operatori: “È ferma la volontà dell’Amministrazione di non disperdere le professionalità degli Addetti Upp, bensì di preservarle e valorizzarle, rafforzandone il ruolo nell’ambito del nuovo ordinamento, applicandoli alle funzioni di cancelleria solo in via residuale e ove strettamente necessario. Sarà altresì garantita agli stabilizzati la permanenza nel proprio distretto e, ove possibile, a seguito degli esiti concorsuali, nella stessa sede di servizio”.

Le dichiarazioni si inseriscono in un percorso di riorganizzazione avviato da anni e costruito attraverso il confronto tra Ministero e organizzazioni sindacali firmatarie del contratto, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare l’efficienza del sistema giudiziario senza disperdere le competenze maturate all’interno dell’Ufficio per il processo.