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di Thomas Cardinali

lospecialegiornale.it, 16 gennaio 2025

Alla Camera dei Deputati si è svolto il convegno “Umanizzare le carceri, come farlo. Proposte al Ministro Nordio”, promosso dall’onorevole Alessia Ambrosi di Fratelli d’Italia dove il tema centrale è stata la discussione su amnistia e sovraffollamento. L’evento ha riunito esponenti politici, giuristi, accademici e rappresentanti della società civile per discutere le criticità del sistema penitenziario italiano, con l’obiettivo di individuare soluzioni concrete per garantire dignità, sicurezza e rieducazione ai detenuti, migliorando al contempo le condizioni di lavoro del personale carcerario. Al centro del dibattito il rapporto tra suicidi e sovraffollamento con la proposta dell’amnistia che sta trovando man mano sempre più voci a suo favore da tutte le parti della politica e società civile.

Sovraffollamento carceri, Fabio Torriero: “Sono ingovernabili” - Fabio Torriero, professore alla Lumsa e direttore de Lo Speciale, ha aperto i lavori tracciando un quadro drammatico della situazione: “La realtà delle carceri italiane è drammatica, invivibile non solo per i detenuti ma anche per la polizia penitenziaria. L’articolo 27 della Costituzione parla chiaro: le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”. Torriero ha ricordato l’importanza delle parole di Papa Francesco, che, aprendo la Seconda Porta Santa alla casa circondariale di Rebibbia, ha ribadito la dignità di ogni detenuto: “Non bisogna perdere la speranza, nemmeno per chi ha sbagliato”. Ha inoltre citato il Presidente Mattarella, che nel suo ultimo messaggio di fine anno ha posto l’accento sul rispetto dei diritti di ogni persona, anche di chi si trova dietro le sbarre: “Il carcere non può essere un luogo di vendetta, ma un’opportunità per il recupero e la reintegrazione sociale.”

On. Alessia Ambrosi (Fratelli d’Italia): “Non possiamo più aspettare” - L’onorevole Alessia Ambrosi di Fratelli d’Italia ha sottolineato l’urgenza di affrontare il tema con serietà e trasversalità politica: “L’umanizzazione delle condizioni di vita e di lavoro nelle carceri non è più rinviabile. È un dovere costituzionale e morale che tocca valori fondamentali come giustizia, dignità e umanità. Non possiamo ignorare i fatti di cronaca e il grido di aiuto che proviene da detenuti e agenti penitenziari.” Ambrosi ha ricordato le recenti dichiarazioni del Ministro della Giustizia Carlo Nordio, che ha dichiarato: “La rieducazione deve assumere un ruolo centrale accanto alla pena.” Ha inoltre sottolineato l’importanza di collaborare con tutte le forze politiche per trovare soluzioni concrete: “Dobbiamo lavorare insieme, unendo le nostre idee, per rispettare i principi del nostro ordinamento giuridico e offrire risposte che siano nell’interesse della collettività.”

Vincenzo Scotti: “La politica deve intervenire” - Vincenzo Scotti, già Ministro degli Interni, ha evidenziato la marginalizzazione del tema carcerario nell’agenda politica: “Chi si occupa di queste questioni è visto come un anomalo. Le carceri sono un tema scomodo, che scompare dal dibattito pubblico, ma le questioni reali restano irrisolte.” Scotti ha criticato l’approccio che divide la società in “buoni” e “cattivi”: “Non possiamo continuare a etichettare i detenuti, in particolare gli stranieri, come una minaccia per la società. È una narrativa tossica che alimenta divisioni e impedisce soluzioni concrete.” Ha poi aggiunto: “Il carcere deve essere un luogo di recupero, ma spesso si limita a essere una discarica sociale per chi non ha voce e strumenti per difendersi. La politica deve affrontare il problema in modo serio e strutturale.”

Donato Santoro: “Un’amnistia è necessaria” - L’avvocato penalista Donato Santoro ha avanzato una proposta forte e pragmatica: un’amnistia per i reati con pene residue inferiori a tre anni: “Dal 1990 il Parlamento non emana un atto di clemenza simile. È tempo di dare un segnale di civiltà. Un’amnistia ridurrebbe immediatamente il sovraffollamento di 23.000 detenuti, permettendo di avviare una vera riforma del sistema penitenziario.” Santoro ha denunciato il trattamento inadeguato riservato a tossicodipendenti e malati psichiatrici: “Queste persone non devono stare in carcere. Ci vogliono strutture dedicate per garantire loro un percorso di cura e reinserimento sociale.” Inoltre, ha posto l’accento sull’elevato costo di mantenimento dei detenuti: “Un detenuto costa 159 euro al giorno, pari a 57.000 euro all’anno. Questi fondi potrebbero essere investiti in programmi di riabilitazione e infrastrutture migliori.”

Piero Sansonetti direttore de L’Unità: “Il 41-bis è incostituzionale” - Il direttore de L’Unità, Piero Sansonetti, ha affrontato un tema particolarmente controverso, il regime 41-bis: “È una regola inumana e contraria alla Costituzione. Non si può tenere un detenuto in condizioni disumane e poi parlare di rieducazione. Recentemente, a un detenuto è stato negato il permesso di acquistare farina e lievito per prepararsi una pizza per Natale. Questo non è giustizia, è sadismo.” Sansonetti ha criticato l’atteggiamento della politica, troppo silente di fronte a casi di abuso e ingiustizia: “La politica deve essere garantista e difendere i diritti di tutti, anche dei propri esponenti accusati ingiustamente. Non possiamo accettare un sistema che umilia le persone e le priva della loro dignità.” Ha concluso con una riflessione etica: “Un detenuto non perde la sua umanità. La gerarchia umana è uguale per tutti, indipendentemente dai reati commessi.”

Padre Vittorio di Regina Coeli: “Rieducazione e dignità devono essere centrali” - Padre Vittorio, cappellano del Regina Coeli, ha portato la sua esperienza diretta all’interno delle carceri, esortando a ripensare il sistema: “Il carcere non può essere solo punizione, deve essere uno strumento di reintegrazione sociale. La dignità e la rieducazione sono principi fondamentali che devono guidare ogni riforma.” Ha inoltre proposto un gesto simbolico per l’Anno Santo: “Un atto di clemenza potrebbe segnare una svolta e sensibilizzare la società sull’importanza del recupero umano.”

In prima fila anche Fini - Il convegno ha evidenziato un’esigenza chiara e condivisa da tutte le parti al tavolo: riformare il sistema penitenziario per restituire dignità e speranza a chi si trova in carcere. Per citare le parole di Gianfranco Fini, presente in prima fila e autore della prefazione del libro “I giovani e la politica, sì grazie”, scritto dall’avvocato Donato Santoro: “Una società civile è quella che, pur rispettando la giustizia, non dimentica mai l’umanità di chi è condannato.” Le proposte emerse, dall’amnistia al lavoro rieducativo, rappresentano passi concreti verso un cambiamento necessario. Tuttavia, la sfida più grande resta culturale: superare pregiudizi e stereotipi per costruire un sistema penitenziario che sia davvero giusto e umano, capace di conciliare sicurezza e rieducazione.