di Giulia Bianconi
rainews.it, 29 dicembre 2024
In Umbria non ci sono Rems, residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza. Intervista a Simona Materia, responsabile regionale dell’associazione Antigone. Un sovraffollamento che riguarda tutti gli istituti, in modo lieve solo Spoleto, e che va di pari passo alla carenza di personale. Nell’anno che sta per concludersi nelle carceri umbre è calato il numero dei suicidi, uno si è verificato a Terni, ma molti sono stati i tentativi e gli atti di autolesionismo. Situazione più complessa a Terni e a Perugia, che ospitano circa 100 detenuti in più della capienza. L’associazione Antigone compie ogni anno visite ispettive nei penitenziari. Nel carcere di Capanne il 34% dei detenuti è tossicodipendente, oltre la metà fa uso costante di sedativi e ipnotici. 19 reclusi su cento presentano patologie psichiatriche gravi. Sulla gestione di detenuti psichiatrici e sulla mancanza di una rems in Umbria, la struttura per l’esecuzione delle misure di sicurezza, era tornato a insistere il procuratore generale Sergio Sottani. Un tema su cui si è confrontato con la neo governatrice Stefania Proietti che promette: “Non resteremo ancora per molto una delle poche regioni senza una rems”. Nessun progetto ancora sul tavolo, una vaga proposta di project financing su Gualdo Tadino avuta in eredità dalla precedente amministrazione. La vera partita sarà quella del budget, elevato per la gestione di una struttura riabilitativa che ha anche precise esigenze di sicurezza, e dei numeri: sono infatti già diverse decine i detenuti potenzialmente accoglibili, una sola struttura potrebbe risolvere poco o nulla.










