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di Chiara Fabrizi

Corriere dell’Umbria, 2 ottobre 2026

Il Garante regionale dei detenuti ha scritto al Consiglio superiore della magistratura. Per le carenze di personale dell’Ufficio di sorveglianza di Spoleto il Garante regionale dei detenuti scrive anche al Consiglio superiore della magistratura. Ci sono i due magistrati mancati a fronte dei tre complessivamente previsti dalla pianta organica al centro della “segnalazione” che l’avvocato Andrea Pensi ha inoltrano anche al ministero della Giustizia e al Consiglio giudiziario della Corte d’appello di Perugia, allo scopo di sollecitare “iniziative a copertura dei posti vacanti” e, quindi, “la riduzione dei ritardi nella trattazione delle istanze”.

Il Garante, infatti, rileva come all’Ufficio di sorveglianza di Spoleto, “competente anche per il circondario di Terni”, risulti in servizio soltanto “un magistrato, il quale si occupa in via prioritaria del carcere di Orvieto e della gestione dei detenuti comuni degli istituti di Spoleto e Terni”. Il risultato è che “circa il 66 per cento della materia monocratica è di fatto ormai da tempo sospesa, con grave pregiudizio per le persone detenute interessate”. Delle criticità Pensi è venuto a conoscenza a seguito delle “numerose segnalazioni arrivate sia dai detenuti che dalla Camera penale di Perugia”, quindi dai loro avvocati difensori, molte delle quali relative a istanze anche “di particolare rilievo”, considerata la “natura delle attribuzioni del magistrato di sorveglianza”, che “incide frequentemente in modo diretto e rilevante sulla libertà personale e su posizioni soggettive fondamentali dei detenuti, tra cui permessi premio, permessi di necessità e reclami”.

Da qui la lettera al Csm, al ministero e alla Corte d’appello, con cui il Garante regionale dei detenuti chiede sia informazioni sui “posti vacanti rispetto alla pianta organica prevista”, con relativi “tempi prevedibili per la copertura”, che lumi “su iniziative già programmate o allo studio per assicurare la piena funzionalità dell’Ufficio di sorveglianza di Spoleto, anche mediante assegnazioni, trasferimenti o altre misure organizzative”. In questo quadro, Pensi sollecita “l’adozione di misure idonee a contenere e ridurre i ritardi nella decisione delle istanze di sorveglianza”, oltreché “ogni utile attenzione affinché sia garantito il regolare funzionamento dell’ufficio e l’effettività della tutela giurisdizionale riservata alle persone sottoposte a limitazioni o restrizioni della libertà personale”.