sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

umbria24.it, 31 marzo 2022

Discontinuità assistenziale anche in casi gravi, personale esiguo e turn-over accelerato. Caforio: serve una nuova organizzazione. Grave carenza di personale, sia medico che infermieristico nelle carceri umbre, acuita da condizioni contrattuali che anziché prevedere incentivi per chi dovesse optare per il lavoro nelle strutture penitenziarie non garantisce lo stesso trattamento economico di altre categorie: i medici delle Usca hanno una tariffa oraria quasi doppia rispetto ai medici di continuità assistenziale e i professionisti in forza agli ospedali guadagnano il triplo.

Nelle carceri umbre sono rientrati in servizio medici in pensione e c’è la necessità di prorogare i contratti in scadenza dei medici assunti per il periodo legato all’emergenza covid. Servirebbero una maggiore flessibilità contrattuale e meno paletti, come quello rappresentato dalla incompatibilità fra incarichi, per agevolare il lavoro di chi è chiamato a dare continuità assistenziale in strutture che necessitano, per ovvie ragioni di sicurezza, anche di una adeguata copertura dei turni.

Queste considerazioni sono state fatte dai responsabili e dagli operatori della sanità penitenziaria delle strutture umbre (Alessandro Lucarini, Antonio Marozzo, Gaetano Giubila, Romano Trastelli, Simonetta Antinarelli, Benedetta Malici e Silvia Ceppi) nel corso dell’audizione richiesta dal consigliere Thomas De Luca (M5s) che si è tenuta in Terza Commissione, a cui hanno preso parte il Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale, Giuseppe Caforio e il direttore regionale della sanità umbra Massimo Braganti.

Non solo pandemia Il Garante Caforio, in carica da meno di un anno, ha detto che sulla sanità carceraria ha inciso non solo la pandemia, ma anche e soprattutto la difficoltà a dare risposta alle patologie diverse dal covid, essendosi verificata discontinuità assistenziale anche in casi gravi ed ha sottolineato l’esiguità del personale e il turn over accelerato. Necessaria quindi una riorganizzazione della sanità penitenziaria.

Il direttore generale della sanità umbra Massimo Braganti ha rassicurato sul fatto che i contratti in scadenza saranno prorogati e ha detto che prosegue la non facile caccia ai professionisti. “Stiamo chiedendo - ha detto - un intervento sui contratti di alcuni settori della sanità, come quella penitenziaria ma anche il 118, che risultano penalizzati. In precedenza ho fatto rilevare al Ministero che la necessità di copertura del contact tracing e del servizio Usca ha generato un esodo di personale che ha legittimamente scelto di andare a fare servizi diversi da quelli del 41 bis. Come Regione Umbria vedremo cosa si può fare attraverso accordi aziendali, rimanendo nella legittimità. Sarebbe più facile gestire le necessità se ci fosse la possibilità di uniformare i diversi istituti contrattuali. Le remunerazioni sono tutte diverse e i professionisti scelgono. Ci auguriamo d poter avere professionisti anche all’Università che possano essere formati adeguatamente per svolgere incarichi dentro i penitenziari”.