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di Luca Fiorucci

La Nazione, 15 agosto 2026

Il Garante Andrea Pensi, nominato a luglio, ha recentemente fatto visita a Capanne, poi si recherà a Terni, Spoleto e Orvieto: “Altrettanto cronico è il problema degli organici del personale di polizia penitenziaria”. Clima rovente, situazione delle carceri umbri ancora di più. Situazione difficile ormai da tempo, che le condizioni meteo dei mesi estivi rendono ancora più estreme. Perché nelle celle sovraffollate, anche negli istituti umbri, le difficoltà quotidiane vengono amplificate dai disagi a causa delle alte temperature. Situazioni che il garante regionale per i detenuti, Andrea Pensi, nominato a luglio dalla presidente dell’Assemblea legislativa, Sarah Bistocchi, sta iniziando ad affrontare.

Proprio in questi giorni è stato in visita alla casa circondariale di Capanne dove i detenuti avevano richiesto un primo incontro, nei prossimi giorni andrà a Spoleto per poi completare le visite a Terni e Orvieto. “Purtroppo ho potuto verificare che la situazione è effettivamente complicata, a causa del sovrannumero di detenuti e delle carenze che ci sono dal punto di vista dei servizi per i detenuti. Altrettanto cronico il problema del personale di polizia penitenziaria”.

“Le problematiche e le relative interlocuzioni sono a più livelli. C’è una questione di base, che risponde alle leggi dello Stato, che riguarda l’esecuzione delle pene. Anche nel carcere di Capanne c’è un importante numero di detenuti che scontano pene per reati che potrebbero essere espiati in maniera alternativa al carcere. Capisco le situazioni in cui la pericolosità sociale rende indispensabile la detenzione. Per altre situazioni, credo che sia necessario affrontare un percorso diverso”.

In questo senso, va, per esempio, la riforma che prevede la detenzione domiciliare per detenuti tossicodipendenti che intraprendono un percorso di recupero in un centro riabilitativo. “Anche in Umbria vorrei avviare un percorso che permetta di dare vita a progetti con i detenuti nell’ottica di creare una comunità, ristretta certamente, ma pur sempre una comunità dove svolgere attività utili in un’ottica di recupero e riabilitazione” spiega ancora Pensi. “Insomma la questione delle carceri è un problema che presenta criticità su più livelli. Abbiamo iniziato un percorso di ascolto e di confronto con le istituzioni per cercare soluzioni”.