di Nicoletta Gigli
Il Messaggero, 21 agosto 2024
Il Garante, Giuseppe Caforio: “A Terni i detenuti come gli animali in batteria”. “Violazione strutturale del diritto alla salute” dei detenuti delle quattro carceri umbre. Con questa motivazione l’associazione Luca Coscioni diffida ad adempiere anche le due Usl dell’Umbria, chiamate in causa con altre cento unità sanitarie locali per le condizioni che ci sono negli istituti di pena italiani. L’Umbria è al vertice della classifica del sovraffollamento, stimato al 119 per cento per la presenza di mille e 531 detenuti uomini e di 69 donne. È il carcere di Terni ad avere il primato delle celle che scoppiano, con 562 detenuti, 140 in più rispetto alla capienza regolamentare. Il sovraffollamento riguarda anche Perugia, Spoleto e in misura minore Orvieto.
La diffida dell’associazione guidata da Luca Coscioni, attiva a tutela dei diritti a partire da quello alla salute, segue l’iniziativa del garante dei detenuti per l’Umbria Giuseppe Caforio, che di recente ha presentato un esposto in procura perché indaghi sulle condizioni anche sanitarie dei detenuti.
“Apprezzo l’iniziativa dell’associazione - dice Caforio - che si inserisce nell’ambito del coro di allarmi sulle carceri. Primo fra tutti quello del presidente Repubblica, Sergio Mattarella, che è tornato a segnalare la gravissima situazione in cui vivono i detenuti. Io stesso - aggiunge il garante dei detenuti - sono stato obbligato a presentare un esposto alla procura della Repubblica di Perugia perché si possano incentivare iniziative concrete e immediate per far si che si diano risposte sotto il profilo dell’assistenza sanitaria oggi gravemente carente nelle carceri umbre soprattutto a Terni, Perugia e Spoleto, dove ci sono situazioni paradossali”.
In queste ore la presa di posizione dell’associazione Luca Coscioni, che ha inviato “diffide alle Usl affinché adempiano al proprio compito stabilito dalla legge procedendo a sopralluoghi nelle strutture penitenziarie di loro competenza con il fine di apprezzare le circostanze relative all’igiene e le profilassi delle stesse, della fornitura di tutti i servizi socio-sanitari e di agire di conseguenza, qualora esse non siano a norma”.
La segretaria nazionale dell’associazione, Filomena Gallo punta il dito contro la “pressoché totale mancanza di misure strutturali e sull’assenza di misure all’altezza della gravità della situazione”. A scrivere le diffide gli avvocati Francesco Di Paola, Simona Giannetti e Silvia Sole Savino col coordinamento di Filomena Gallo e Marco Perduca, promotore dell’iniziativa per l’associazione Luca Coscioni: “Come organizzazione della società civile potevamo solo attivare quanto previsto dal nostro ordinamento e non restare inerti di fronte all’illegalità diffusa contro cui le istituzioni continuano a non adottare misure all’altezza della gravità della situazione”.
Il garante dei detenuti della regione Umbria rincara la dose: “La problematica è di tale gravita che non consente alcun differimento di iniziative che necessitano di immediatezza. L’auspicio è che si ponga fine anche al conflitto di competenze tra ministero, regioni e aziende sanitarie e che si proceda anche con tavoli concertati a dare immediate risposte alla domanda di salute, che ricordo essere un diritto costituzionale”.
Giuseppe Caforio commenta la situazione ternana dopo la nuova visita a Sabbione che risale a quattro giorni fa: “La situazione è invivibile, ci sono spazi limitatissimi in celle con quattro detenuti con i metri quadrati a persona che raramente superano i due. Questa è una violazione delle normative indicate dalla corte di giustizia Europea e dalla giustizia italiana. Noi - tuona Giuseppe Caforio - abbiamo i detenuti come gli animali in batteria. È una vergogna a cui va data risposta, non programmatica ma immediata e reale perché ormai siamo a un punto di non ritorno”.










