sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Luca Fiorucci

La Nazione, 15 agosto 2026

Una questione centrale nella problematica delle carceri umbre è l’istituzione di una Rems. La Residenza per l’esecuzione di misure di sicurezza, che accoglie detenuti con problematiche psichiatriche la cui condizione non sarebbe compatibile con il carcere o che necessiterebbero di un adeguato supporto specialistico, è prevista anche in Umbria. Un impegno preso dell’amministrazione regionale a fronte delle criticità rappresentate dalla convivenza tra detenuti e detenuti “psichiatrici”. Convivenza spesso e volentieri che diventa drammatica con ripetuti episodi di violenza che hanno coinvolto gli agenti della penitenziaria come il personale medico e infermieristico.

Le buone intenzioni ci sono, mentre l’individuazione del luogo è, per ora, sempre stata rinviata a causa, sembra, anche della contrarietà dei sindaci dei territori papabili. Un limite, avevano anche sottolineato i sindacati di polizia penitenziaria, che doveva essere superato nell’ottica delle possibilità, anche economiche, che una struttura di questo tipo, può rappresentare. Non una stigmate per il luogo dove sorge, da più parti nel tempo hanno evidenziato, ma una possibilità.

Per quanto, di posti per psichiatrici ne servirebbero molti di più di quanti una Rems potrebbe garantire, ma si tratterebbe pur sempre di un inizio e di uno “strumento” in più per la gestione di casi complessi per i quali, al momento, bisogna rivolgersi fuori regione e spesso senza risultati. “La questione Rems è nella mia agenda - conferma il neo garante per i detenuti dell’Umbria, Andrea Pensi - una questione da affrontare con la presidente Stefania Proietti” con cui l’incontro, anche su questo argomento, dovrebbe svolgersi in tempi ristretti.