sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

quotidianodellumbria.it, 8 luglio 2026

Il Garante dei detenuti dell’Umbria denuncia un sistema penitenziario “al limite dell’inciviltà giuridica e umana” e chiede un intervento urgente contro sovraffollamento e carenza di personale. “Il sistema carcerario sta implodendo e ha raggiunto livelli di inciviltà giuridica e umana incredibili”. È la denuncia del Garante dei detenuti della Regione Umbria, l’avvocato Giuseppe Caforio, che interviene commentando una circolare del Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria della Toscana inviata alle direzioni degli istituti penitenziari del distretto.

Nel documento, datato 30 giugno 2026, il Provveditorato richiama le direzioni a garantire comunque l’accettazione delle persone arrestate o fermate accompagnate dalle forze dell’ordine, nonostante il grave sovraffollamento degli istituti, aggravato anche dalla chiusura di sette sezioni del carcere di Firenze Sollicciano. Per raggiungere questo obiettivo viene indicato di utilizzare tutti gli spazi disponibili e, “in via estrema” e “assolutamente provvisoria”, anche la collocazione di brande o materassi a terra.

Per Caforio, però, la direttiva fotografa una situazione ormai fuori controllo. “A fronte di un sovraffollamento ormai abnorme e di una carenza di personale più volte ribadita - afferma - il sistema carcerario non trova altra soluzione che legittimare ciò che è illegittimo, ordinando la collocazione dei detenuti su materassi e brande da porre per terra, andando a saturare anche quegli spazi già esigui e già fuori legge di cui i detenuti devono poter godere secondo quanto stabilito dalla stessa Corte europea dei diritti dell’uomo nella sentenza Torreggiani”.

Il Garante sottolinea che “un sistema che legittima la collocazione per terra dei detenuti fino a saturare interamente celle già sovraffollate dimostra tutta la gravità della situazione”. Da qui l’appello alle istituzioni. “Come Garante dei detenuti - conclude Caforio - non posso che denunciare questa ennesima violazione, che sta determinando fortissima agitazione all’interno delle carceri da parte della stessa amministrazione penitenziaria decentrata, degli organi di polizia penitenziaria e dei detenuti”.