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di Luca Fiorucci

La Nazione, 18 giugno 2026

L’ufficio ha competenza per i quattro istituti umbri e i sei delle Marche. Servirà a contrastare e prevenire la commissione di reati all’interno delle strutture penitenziarie. Dallo spaccio di droga all’eversione. Droga per i detenuti, da vendere ai detenuti. In un mercato che ha i prezzi cinque volte superiori rispetto a quelli all’esterno delle mura carcerarie. Droni per trasportare all’interno delle strutture qualsiasi tipo di merce proibita, telefoni cellulari da utilizzare o da smerciare. Fino ad arrivare al rischio radicalizzazione in chiave terrorismo. Pericoli da contrastare e da prevenire. Anche grazie al lavoro del Nucleo investigativo regionale della polizia penitenziaria che, da ieri, ha la sua sede alla Procura Generale di Perugia, primo in Italia ad essere ospitato in un Ufficio giudiziario apicale.

L’ufficio ha competenza per Umbria e Marche. Ieri la cerimonia che si è aperta con la scopertura della targa, posta all’ingresso della nuova sede, nei locali adiacenti all’Aula Goretti, da parte del procuratore generale di Perugia, Sergio Sottani, del procuratore generale di Ancona, Roberto Rossi e di Ernesto Napolillo, direttore generale dei detenuti e del trattamento del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, in rappresentanza del capo Dal. È seguita la simbolica consegna della chiave dell’ufficio da parte del dirigente amministrativo della Procura generale, Alessandro Marchionni al direttore del Mic, Ezio Antonio Giacalone.

Momento centrale dell’iniziativa è stata la sottoscrizione del Protocollo di collaborazione tra la Procura generale e il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, atto istitutivo e regolatore del nuovo organismo. A seguire si è svolta, all’Aula Goretti, una riunione tecnica alla presenza del provveditore dell’Amministrazione penitenziaria per l’Umbria e le Marche Liberato Gerardo Guerriero, dei comandanti e dei dirigenti degli istituti penitenziari del territorio, dei comandanti delle forze di polizia, oltre che dei procuratori del distretto, finalizzata alla definizione dei primi assetti operativi e al rafforzamento del coordinamento delle attività, preceduta dai saluti del Presidente della Corte d’Appello di Perugia, Giorgio Barbuto e del presidente del Tribunale di Sorveglianza di Perugia Antonio Minchella. Grande rilievo è stato riservato alla collocazione della sede, non solo simbolico, ma pratico, per assicurare un attento coordinamento tra istituzioni per gestire le possibili criticità in un sistema, quelle delle strutture carcerarie umbre, che non ne è esente.