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Corriere dell'Umbria, 26 marzo 2015

 

Il presidente del Coni regionale Umbria Domenico Ignozza e la direttrice della Casa circondariale di Perugia, Bernardina Di Mario, hanno siglato un protocollo d'intesa che dà avvio al progetto "Sport in carcere" che a livello regionale rappresenta la realizzazione sul territorio dell'accordo siglato a fine 2013 tra il Ministero di Grazia e Giustizia ed il Coni.

"Si tratta di un accordo molto importante - ha dichiarato il presidente del Coni regionale Domenico Ignozza - in quanto lo sport è stato riconosciuto quale strumento fra i più idonei per il recupero della popolazione carceraria. Soprattutto in questa fase di sovraffollamento delle carceri italiane - ha proseguito - lo sport può contribuire in maniera determinante a migliorare la condizione psico-fisica del detenuto che avrà modo di non lasciarsi andare alla depressione ma al contrario avrà un'occasione unica per migliorare se stesso, di rimettersi in gioco e di creare relazioni e socializzare". Molto soddisfatta della sigla dell'accordo anche la direttrice della casa circondariale Bernardina Di Mario.

"Abbiamo ritenuto giusto aderire a questo progetto con un Ente estremamente rappresentativo come il Coni che siamo certi contribuirà a sviluppare le attività sportive tra gli ospiti della casa circondariale nel modo migliore, consapevoli del valore rieducativo dello sport - ha commentato la direttrice.

Un accordo reso ancor più importante se consideriamo che all'interno della nostra struttura esistono diversi impianti sportivi tra cui la palestra e il campo sportivo che in questo modo potranno essere utilizzati appieno". Grazie alla disponibilità dei dirigenti della casa circondariale di Perugia e dei presidenti delle federazioni sportive, scelte direttamente dagli interessati, sarà possibile, attraverso lo sport e le sue regole, migliorare la condizioni dei reclusi sia maschi che femmine. Tre le federazioni che fino a fine anno si alterneranno all'interno della casa circondariale di Perugia ci saranno il calcio e la pallacanestro per la popolazione carceraria maschile, la danza sportiva per quella femminile.