di Daniele Bovi
umbria24.it, 24 gennaio 2021
La Regione costituisce gruppo di lavoro per la realizzazione di una Rems, così da risolvere un grave problema del sistema giudiziario umbro. Una struttura in grado di poter accogliere fino a venti persone con problemi psichici che hanno commesso dei reati. Nelle settimane scorse la giunta regionale ha avviato il percorso alla fine del quale è prevista la realizzazione in Umbria di una Rems, una Residenza per l'esecuzione delle misure sanitarie. Palazzo Donini allo scopo ha costituito un gruppo di lavoro coordinato da un dirigente della sanità regionale e composto dai direttori sanitari e dai responsabili dei dipartimenti di salute mentale delle due Usl.
Il loro compito sarà quello di individuare alcuni luoghi in Umbria in cui realizzare la Rems dove, in due distinti moduli, potranno essere ospitate venti persone (dieci donne e dieci uomini). Tra gli altri compiti anche quello di mettere nero su bianco un protocollo di intesa tra Regione e magistratura, tramite il quale stabilire procedure operative condivise, e un documento con linee guida relative a percorsi di reinserimento; essenziali in generale per tutti i detenuti e ancora di più per quelli con problemi psichici. Un lavoro che dovrà essere consegnato alla giunta entro la metà di marzo.
Quando sarà realizzata, la Rems colmerà una grave lacuna. I detenuti con patologie mentali infatti rappresentano, sotto diversi punti di vista, un problema importante per le strutture carcerarie della regione (molto alta la percentuale a Capanne), non risolvibile certo con proposte estemporanee come quella di dotare di taser la polizia penitenziaria. Per capire la situazione dell'Umbria occorre tornare con la memoria al 2012, quando la legge 9 ha stabilito che dal 31 marzo 2013 avrebbero dovuto chiudere tutti gli ospedali psichiatrici giudiziari del paese. Da quel giorno, i detenuti avrebbero dovuto trovare posto nelle Rems, residenze a esclusiva gestione sanitaria dotate di sorveglianza e sistemi di sicurezza.
Come spesso accade in Italia però i tempi si sono allungati e altri interventi normativi hanno spostato la chiusura degli Opg al 31 marzo del 2015. In questo quadro Toscana e Umbria hanno sottoscritto, nell'aprile 2013, un accordo interregionale secondo il quale la Toscana si impegnava, a fronte di un pagamento da parte dell'Umbria (le somme sarebbero dovute servire a costruire la Rems) a ospitare nelle strutture dedicate fino a un massimo di sette persone. Nel corso degli anni i problemi non sono mancati, in primis il numero di richieste di gran lunga superiore a quello della disponibilità. E così la Toscana ha accolto nel tempo pochissimi autori di reati, in parte 'dirottati' verso altre regioni. Un quadro di fronte al quale la realizzazione di una Rems in Umbria risulta non più rinviabile.











