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di Rita Bernardini

 

Il Garantista, 8 aprile 2015

 

Giorno dopo giorno aumentano (purtroppo) le ragioni del mio sciopero della fame, giunto oggi al 34° giorno. Grazie alla rete di Ristretti Orizzonti sono venuta a conoscenza dell'ennesimo suicidio in carcere, il 14° dall'inizio dell'anno, avvenuto - come conferma il Dap - nel carcere di Piacenza. Una mattanza che non accenna a diminuire a causa delle condizioni inumane e degradanti di buona parte delle nostre prigioni.

A questa tragedia umana, si aggiunge la notizia dello smantellamento dell'Alta Sicurezza del carcere "Due Palazzi" di Padova, uno dei pochi che funziona dal punto di vista del recupero sociale e civile dei detenuti. Lo smembramento dell'Alta Sicurezza significa che decine di detenuti che lavorano acquisendo una professionalità o che studiano con profitto (alcuni dei quali sono universitari), verranno presi come pacchi e condotti in altri istituti perdendo cosi ogni speranza di futuro reinserimento e/o di recupero.

Dal Dap, che conforma la notizia, mi si dice che l'operazione sarà fatta con la massima attenzione, che molti detenuti verranno declassificati e che quindi rimarranno a Padova, che quelli che lavorano non saranno spostati e che, nel caso siano commessi errori, questi verranno successivamente rimediati. Fatto sta che c'è il forte rischio che il comma tre dell'articolo 27 della Costituzione - secondo il quale "le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato" - divenga sempre più fantomatico, carta straccia nemmeno riciclabile che umilia lo Stato di diritto.