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di Alfredo Quazzo

lospiffero.com, 8 marzo 2026

La Russia, senza neanche dichiarare guerra, invade l’Ucraina, Israele bombarda a tappeto e invade Gaza, gli Usa “sequestrano” Maduro, il presidente del Venezuela, e lo portano nelle carceri americane, Usa ed Israele attaccano massicciamente l’Iran uccidendo l’ayatollah Ali Khamenei, guida spirituale e leader supremo dell’Iran. Oggi nel mondo ci si indigna e si protesta per le continue violazioni del Diritto Internazionale, in particolare quelle perpetuate da Russia, Usa e Israele.

Anche il Segretario dello Stato Vaticano, Cardinale Pietro Parolin, in un’intervista del 4 marzo scorso ai media della Santa Sede, a commento dell’aggravarsi delle tensioni internazionali, con particolare riferimento agli attacchi militari condotti da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, ha rilasciato la seguente dichiarazione: “È davvero preoccupante questo venir meno del diritto internazionale: alla giustizia è subentrata la forza, alla forza del diritto si è sostituito il diritto della forza, con la convinzione che la pace possa nascere solo dopo che il nemico è stato annientato”.

I media continuano da giorni a citare il Diritto Internazionale convinti che tutti i cittadini sappiano di che cosa si tratti e di come funzioni. Penso, come dice la celebre locuzione latina “Melius abundare quam deficere”, che sia opportuno spendere una parola in più che in meno. Il Diritto Internazionale è un sistema di norme e principi volti a regolare soprattutto i rapporti tra gli Stati ed è un ordinamento giuridico separato e distinto, ma paritario, a quelli interni degli Stati. È basato su accordi (trattati) valevoli solo nei rapporti reciproci tra gli Stati. Mentre in uno Stato il rispetto delle leggi è controllato e garantito dal potere giudiziario, anche attraverso la “forza” pubblica (polizia, carabinieri, guardia di finanza, ecc.), il rispetto del Diritto Internazionale non è svolta da un’autorità centrale superiore, ma stabilita consensualmente tra vari Stati aderenti. Il rispetto delle regole si basa quindi su un mix di pressioni politiche, sanzioni e tribunali internazionali. Sono un esempio la Corte Internazionale di Giustizia (Cig), organo Onu situato a L’Aia nei Paesi Bassi, che risolve controversie tra Stati, oppure la Corte Penale Internazionale (Cpi), tribunale indipendente che persegue individui per genocidio, crimini di guerra e contro l’umanità.

Ma non tutti riconoscono gli organi internazionali: Stati Uniti, Cina, Russia, India, Israele, Iran e Arabia Saudita, non riconoscono la Corte Penale Internazionale (Cpi) dell’Aia e quindi si sottraggono di fatto alla competenza della Corte sui crimini internazionali rivendicando la sovranità nazionale della propria giurisdizione. Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu è l’unico organo con il potere legale di imporre misure coercitive per mantenere la pace e la sicurezza internazionale. Può decidere sanzioni economiche, l’embargo commerciale o il congelamento di beni, e, come ultima risorsa, l’autorizzazione dell’uso della forza contro uno Stato aggressore (ai sensi del Capitolo VII della Carta Onu).

Il grande limite “operativo” dell’Onu è il diritto di veto, che può essere esercitato, all’interno del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, dalle cinque potenze fondatrici o permanenti (Cina, Francia, Regno Unito, Russia, Stati Uniti). Il Consiglio di Sicurezza Onu (15 membri) approva le risoluzioni con almeno 9 voti favorevoli, ma se la questione è sostanziale (pace/guerra), se uno dei 5 stati membri permanenti vota contro, grazie al diritto di veto, la delibera viene bloccata. La composizione del Consiglio di Sicurezza è formata da 5 membri permanenti e 10 membri non permanenti eletti a rotazione. Per questioni sostanziali, sanzioni ed azioni militari, sono necessari 9 voti favorevoli, inclusi tutti quelli dei 5 membri permanenti, altrimenti la risoluzione non passa. Solo se uno dei membri permanenti si astiene (non vota né sì né no), la risoluzione può comunque passare purché totalizzi 9 voti favorevoli. In sintesi, per questioni importanti, è indispensabile che siano d’accordo i 5 “grandi”, altrimenti si blocca tutto.

Quando uno Stato viola il diritto internazionale, spesso emergono debolezze strutturali: 1) mancanza di autorità coercitiva centrale; 2) forte dipendenza dalla volontà politica degli Stati; 3) squilibri di potere tra Paesi. In altre parole, le violazioni dimostrano che le regole da sole non bastano: servono meccanismi che garantiscano l’applicazione effettiva del diritto e che obblighino chi viola una regola a conformarsi o a subire conseguenze. Organizzazioni, come le Nazioni Unite, cercano di imporre sanzioni, condanne internazionali o interventi diplomatici, ma la loro efficacia dipende dalla cooperazione degli Stati membri. Trattati multilaterali spesso includono meccanismi di monitoraggio o risoluzione delle controversie, ma nessuno può garantire il rispetto totale senza consenso o pressione politica.

Per questo motivo il punto debole non è il contenuto delle norme, ma l’assenza di una forza coercitiva universale, motivo per cui molti studiosi parlano di un diritto internazionale “basato sulla volontà degli Stati”, più che sulla forza. Se in Italia il rispetto delle leggi fosse basato su un modello similare a quello messo in campo dall’Onu per fare rispettare il Diritto Internazionale, credo che ben difficilmente si potrebbero fare rispettare le leggi.

Sarà politicamente scorretto ma senza una forza reale e ben dimensionata che abbia l’autorità di intervento su chi non rispetta le leggi, di Diritto Internazionale possiamo solo sciacquarci la bocca ma una volta sciacquata e sputata via l’acqua le cose rimangono così come sono: il più forte ottiene quello che vuole e il più debole può solo soccombere. Se qualcuno ha messo a punto un sistema che senza l’uso della forza riesca a convincere l’aggressore in tempi ragionevoli a desistere dal continuare a delinquere, lo brevetti, sicuramente diventerà l’uomo più ricco del mondo! Chi recita la litania che non bisogna usare la forza ma solo la diplomazia, c’è da chiedersi in che mondo stia vivendo. Se si è potuto sconfiggere il nazifascismo lo si è fatto solo con una grande forza militare degli alleati, che hanno ridotto in macerie il terzo reich! La violazione del Diritto Internazionale che spesso fa indignare e protestare giustamente il mondo è solo frutto dell’estrema debolezza dell’Onu che può sparare solo comunicati e proclami non modificando di un millimetro le intenzioni dell’aggressore!