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di Sergio D'Elia


Il Riformista, 29 gennaio 2021

 

Nel 2021 continua il nostro "Viaggio della speranza", tra detenuti dai diritti violati, ergastolani, vittime delle misure antimafia. Domani si svolgerà il primo Consiglio Direttivo di Nessuno tocchi Caino-Spes contra spem del 2021. È un anno che vogliamo vivere intensamente come abbiamo vissuto il 2020, nonostante i divieti, la paura, l'esercizio autoritario del potere che il governo della pandemia ci ha imposto e ci impone. È proprio in momenti come questo che occorre essere speranza contro ogni speranza. Trasformare la condizione di "chiusura" esterna in un'occasione di "apertura" interiore, di incontro e dialogo per essere così forza di cambiamento.

Lo abbiamo fatto nel 2020, con il "Il viaggio della speranza" che da libro curato da Sabrina Renna, Antonio Coniglio e Lorenzo Ceva Valla sul Congresso tenuto nel Carcere di Opera è diventato un viaggio vero e proprio che ci ha portati ad attraversare la Puglia, la Calabria, la Sicilia. Lo abbiamo fatto con Rita Bernardini che ha dato corpo a 35 giorni di sciopero della fame, ripreso lunedì scorso, per nutrire la speranza e portare un po' di "ristoro" nelle carceri e a tutta la comunità penitenziaria, ai detenuti e ai detenenti altrimenti naufraghi nel mare di dolore che rischia di inghiottirli, in spregio dei principi costituzionali.

Immersi come ancora siamo in uno "stato di emergenza" in cui a emergere è sempre lo Stato con il suo armamentario di norme e procedure eccezionali, mezzi e poteri speciali, noi vogliamo che ad emergere e affermarsi siano invece gli stati di coscienza e di diritto orientati ai valori umani universali. Anche nelle terre del nostro Paese come la Calabria e la Sicilia che il potere considera "irredimibili" e, quindi, ha condannato a una pena senza speranza, dove sono bandite idee, opere e imprese che non siano quelle della mafia e dell'antimafia.

Il viaggio, quindi, continua anche nel 2021, perché sia "l'anno della speranza contro ogni speranza". Partiremo, come sempre, dal vissuto delle persone. I nostri compagni di viaggio saranno anche quest'anno gli imprenditori perseguitati da misure interdittive e di prevenzione antimafia, i Sindaci di Comuni sciolti per mafia, i detenuti e i detenenti, gli ex detenuti e le loro famiglie, i cittadini cultori dello stato di diritto, gli avvocati difensori dei diritti umani dentro e fuori le aule dei tribunali.

"Il viaggio della speranza" è anche un modo di vivere e organizzare la lotta politica. Nel deserto che hanno creato nel nome della legalità, non ci occorrono basi materiali, strutture e mezzi pesanti. Nella traversata del deserto possono bastare una tenda, un cammello, una freccia, mezzi leggeri, essenzialmente immateriali, di organizzazione, movimento e lotta nonviolenta. Nel 2021, a cinque anni da Spes contra spem-Liberi dentro, vedrà la luce un altro docufilm di Ambrogio e Luigi Crespi, Spes contra spem-La colpa e il perdono. Se nel primo, i detenuti condannati all'ergastolo esprimevano il "senso di colpa" e la consapevolezza del danno arrecato, nel secondo saranno testimoni e artefici del "senso della colpa" e della conversione di un sistema di punizione in un sistema di riparazione.

Quest'anno, nascerà anche un libro frutto della collaborazione con Il Riformista che, oltre a questa pagina, da mesi pubblica storie di vittime innocenti delle misure interdittive e di prevenzione antimafia. Sui loro casi realizzeremo una docu-fiction e, grazie anche alle "cliniche legali" del Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Ferrara, forniremo il supporto legale per i ricorsi incardinati davanti alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.

Organizzeremo anche una grande "Marcia del sale" degli oppressi da leggi, codici e regimi detti antimafia ma usati contro il Diritto e contro la Costituzione: la Marcia dei proposti, degli intervenienti, dei terzi interessati, dei dissequestrati e indebitati, dei prevenuti, degli interdetti, dei disciolti per mafia, dei condannati alla pena di morte, alla pena fino alla morte, alla morte per pena. Come faremo a fare tutto questo? Faremo come abbiamo sempre fatto. Vivendo nel modo e nel senso in cui vogliamo vadano le cose. Chiamando tutti e ciascuno alle armi della lotta nonviolenta per la Giustizia e la Libertà, per la vita del diritto per il diritto alla vita.