di Michele Passione
Ristretti Orizzonti, 25 febbraio 2023
I fatti sono noti; per quanto ancora da accertare nel dettaglio ruoli e responsabilità penali, che francamente poco importano, il pestaggio di un ragazzino davanti a un liceo ci riguarda, e impegna la coscienza democratica di una intera Comunità. Firenze è scesa in piazza, ragazzi in testa al corteo e meno giovani dietro (chi scrive era lì, insieme ad altri genitori, nonni, compagni, perché come diceva Don Milani “ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne insieme è la politica, sortirne da soli è l’avarizia”).
Mani che stringono mani, dopo i calci in testa.
Nel mezzo, un silenzio assordante; non una parola dal Governo, distratto da altre incombenze.
Accade dunque che una dirigente scolastica, onorando la sua funzione, inviti gli studenti, tutti, a non restare indifferenti, ad essere consapevoli e solidali, provocando l’inusitata reazione del Ministro, che ha definito “ridicola” la lettera della professoressa, ha parlato di “attacco alla libertà di opinione” e di “campagna di odio”, invitando “a maggior responsabilità i partiti dell’opposizione” e invocando “solidarietà anche dalla preside che ha scritto la missiva”. Infine, il monito: “se l’atteggiamento dovesse persistere vedremo se sarà necessario prendere misure”.
Non è dato comprendere quale sia l’opinione sotto attacco, salvo la si intenda manifestata con i pugni e con i calci (calpestare le idee), né perché si utilizzi la reazione del Paese civile a quanto accaduto a Firenze per polemizzare strumentalmente con l’opposizione. La destra è forte in Parlamento, e certamente maggioranza nel Paese, ma non c’erano bandiere di partito che coprivano lo sdegno popolare qualche sera fa nelle vie della mia città.
In disparte la ridicola richiesta di “solidarietà” (a chi e per cosa, impossibile comprenderlo), alla fine il dato è chiaro: non si può restare indifferenti, “sarà necessario prendere misure”.
Per fortuna nel frattempo l’impudicizia è sommersa dalla solidarietà, e decine di migliaia di cittadine e cittadini sostengono attraverso Priorità alla scuola il pensiero libero e democratico della dirigente scolastica. La destra fa la destra, altro che Dante, come stupirsi?
Non ci meritiamo tutto questo.










