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di Sara Gandolfi

Corriere della Sera, 24 maggio 2022

Celebrata la ricorrenza della biodiversità voluta dall’Onu. In Colombia, Paese bellissimo ma tormentato, uccise 75 persone che tutelavano il territorio. Dal Messico alle Filippine.

Si è festeggiata domenica 22 maggio la Giornata mondiale della biodiversità, ricorrenza ideata dall’Onu nel 1993, in occasione dell’entrata in vigore della Convenzione sulla diversità biologica. E il 5 giugno si celebrerà la Giornata mondiale dell’Ambiente, anch’essa istituita dalle Nazioni Unite, addirittura nel 1974, per sensibilizzare i cittadini e stimolare azioni politiche per la sostenibilità. Viene da chiedersi: a cosa servono tutte queste celebrazioni, in un anno in cui dominano i venti di guerra? Servono a sollecitare la consapevolezza e non far cadere l’attenzione su un tema chiave per il nostro presente e per il futuro di chi seguirà. Scrivo queste righe da un Paese tormentato e bellissimo: la Colombia. Vanta il primato della nazione con la maggiore biodiversità al mondo per chilometro quadrato, ha la più grande varietà di uccelli del pianeta, con oltre 1.900 specie, e il maggior numero di farfalle, oltre 3.600 specie, il che significa che il 20% di tutte le specie di farfalle sulla Terra vive qui.

La Colombia, però, è anche il luogo più pericoloso al mondo per i difensori dell’ambiente: in questi primi cinque mesi del 2022, secondo Indepaz, sono stati assassinati 75 leader sociali, gran parte di loro difendevano il territorio in cui vivevano. Dalla firma dell’accordo di pace tra Stato e guerriglia, nel 2016, ne sono stati ammazzati 611. In maggioranza erano indigeni o semplici contadini, alcuni erano appena adolescenti. Non è una situazione limitata alla Colombia. Dal Messico alle Filippine, la gente muore per difendere la natura. Anche per loro è giusto e doveroso, qui in Italia e ovunque si possa lottare per proteggere gli eco-sistemi senza finire assassinati, schierarsi e agire subito. A tutti i livelli. Un milione di specie animali e vegetali sono a rischio estinzione. E il Wwf avverte che la bozza di accordo raggiunta dai Paesi coinvolti nella Conferenza delle parti sulla biodiversità, o Cop15, è “poco ambiziosa”. Non va meglio per l’implementazione degli accordi che dovrebbero limitare i rischi del cambiamento climatico. Ecco perché servono ancora, e forse più di prima, queste Giornate.