di Monica Coviello
vanityfair.it, 16 giugno 2024
Per l’ottava edizione della “Partita con mamma e papà”, gli istituti penitenziari aprono le porte alle famiglie dei detenuti, per aiutare i bambini a mantenere il legame affettivo con il genitore. Quattro calci al pallone insieme ai genitori: se per la maggior parte dei bambini basta andare al campetto vicino, per i figli dei detenuti è un sogno difficile da realizzare. Per questo, anche quest’anno, per loro, torna la “Partita con mamma e papà”: gli istituti penitenziari aprono le porte alle famiglie dei detenuti, per iniziativa dell’associazione Bambinisenzasbarre, in collaborazione con il Ministero della Giustizia-Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.
Una partita con mamma e papà in carcere - Qui c’è il calendario delle partite, che è in continuo aggiornamento. Lunedì 17 si gioca a Milano, nella Casa di Reclusione Opera e nella Casa Circondariale San Vittore, a Genova, a Paola, in provincia di Cosenza, e a Vercelli. Martedì sarà la volta di Civitavecchia, Messina e Spoleto, mercoledì di Chiavari e Livorno e giovedì di Torino e Rossano.
L’evento, come ogni anno, coincide con la campagna europea “Non un mio crimine, ma una mia condanna”, che ha l’obiettivo di sensibilizzare sul tema dell’inclusione sociale e delle pari opportunità per tutti i bambini e ha lo scopo di portare in primo piano il tema dei pregiudizi e dell’emarginazione di cui spesso sono vittime i 100mila bambini in Italia (2,2 milioni in Europa) con il papà o la mamma in carcere. “Questi bambini”, spiega Lia Sacerdote, presidente di Bambinisenzasbarre, “vivono in silenzio il loro segreto del genitore recluso per non essere stigmatizzati ed esclusi”.
La “Partita con mamma e papà” è nata nel 2015, e ha visto l’adesione di 12 istituti e la partecipazione di 500 bambini e 250 papà detenuti. Si è tenuta tutti gli anni fino al 2019, ed è stata interrotta per due anni a causa della pandemia. All’edizione di ripresa, quella del giugno 2022, hanno aderito ben 76 istituti, dove sono state giocare 82 partite, fra 4100 bambini e 1900 genitori). I numeri sono aumentati ancora nella scorsa edizione, la settima, che ha visto l’adesione di 79 istituti italiani e ha coinvolto 4250 bambini e 2050 genitori detenuti.
Questa è un’edizione molto importante, perché segna il decennale della firma della “Carta dei diritti dei figli di genitori detenuti”, un documento unico che riconosce formalmente il diritto di questi bambini al mantenimento del legame affettivo con il genitore detenuto, come prevede con l’articolo 9 della Convenzione Onu sull’infanzia e l’adolescenza e, nel contempo, ribadisce il diritto alla genitorialità delle persone detenute e impegna il sistema penitenziario in una cultura dell’accoglienza che riconosca e tenga in considerazione la presenza dei bambini che, loro malgrado, incontrano il carcere. Per questa occasione, il prossimo autunno la “Partita con mamma e papà” verrà realizzata anche a livello europeo per il network Children of Prisoners Europe, di cui Bambinisenzasbarre è membro.










