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di Giulia Melani

Il Manifesto, 16 settembre 2026

Il 25 e il 26 settembre a Paluzza (Ud), ritorna il seminario annuale de La Società della Ragione. Quest’anno (Oltre la crisi. (Ri)costruire la democrazia) sarà dedicato alla crisi della democrazia, un tema sul quale l’associazione si è già interrogata in due precedenti occasioni: Dentro la krísis, nel 2022, e Gli spazi del dissenso, lo scorso anno. Nel 2022 avevamo avvertito l’esigenza di aprire una riflessione, a seguito della dichiarazione di inammissibilità dei referendum sulla cannabis e sull’eutanasia da parte della Corte costituzionale di Giuliano Amato. Quelle campagne, tra le prime a sperimentare la raccolta delle firme anche in forma digitale, si erano rivelate capaci di una mobilitazione ampia e avevano alimentato un dibattito non privo di diffidenze (con espressioni come “democrazia del click”) e di proposte volte a limitare il ricorso allo strumento referendario.

Una discussione che tendeva a contrapporre democrazia diretta e democrazia rappresentativa, quasi che il ridimensionamento della prima potesse contribuire a compensare la crisi della seconda. “Non si vede come un riequilibrio di poteri al ribasso possa rilanciare la democrazia”, scriveva Grazia Zuffa in un saggio di quello stesso anno (Cannabis: il referendum, il Parlamento e l’urgenza della riforma). Dentro la krísis nasceva invece dalla scelta di tenere insieme fenomeni che ci apparivano intrecciati: la limitazione degli strumenti della democrazia diretta, la crisi del Parlamento, il declino dei partiti e le trasformazioni della partecipazione politica.

Quando siamo tornati a occuparci di democrazia, lo scorso anno, il quadro si era deteriorato, ci trovavamo di fronte alla rimozione del conflitto e alla proliferazione degli strumenti di repressione del dissenso, di cui il decreto sicurezza e, prima ancora, la legge “ecovandali” rappresentavano le manifestazioni più evidenti. Da allora, la situazione non appare migliorata: un nuovo decreto sicurezza nel 2026, il cosiddetto “ddl antisemitismo” attualmente in discussione alla Camera, volto a neutralizzare le mobilitazioni contro il genocidio in Palestina, e la proposta di una nuova legge elettorale che rischia di accentuare la torsione maggioritaria della rappresentanza.

All’analisi della crisi abbiamo sempre cercato di accompagnare una tensione verso il cambiamento: era già inscritta in Dentro la krísis, nell’ambivalenza della parola krísis, declino e possibilità di trasformazione; ne Gli spazi del dissenso era diventata una “cassetta degli attrezzi” per forme di resistenza. Quest’anno abbiamo scelto di spingerci “oltre”, accentuando la dimensione immaginativa. “Seeking a now that can breed futures”, scrive Audre Lorde in A Litany for Survival: cercare “un adesso che dia vita a futuri”.

Il programma seguirà questo ritmo. Il 25 settembre discuteremo della “democrazia dimezzata” e della proposta di nuova legge elettorale con Stefano Anastasia, Rosaria Pirosa, Lara Trucco, Antonio Floridia e Nicolò Scibelli. Sabato mattina, con Letizia Lo Giudice, Raffaele Modugno, Katia Poneti, Mimmo Passione e Leonardo Fiorentini, affronteremo le violenze di Stato. Nel pomeriggio proveremo invece a Costruire democrazia, interrogandoci, con Daniela Belliti, Cecilia D’Elia e Anna Paola Peratoner, sulla politica di cui abbiamo bisogno e, infine, con Valeria Verdolini, Patrizia Meringolo e Vincenzo Scalia, sulle Utopie.

Il seminario si terrà nella sala del Consiglio comunale di Paluzza, che ringraziamo per il patrocinio e l’ospitalità. Sabato, nella pausa tra i lavori della mattina e quelli del pomeriggio, inaugureremo la sede della Fondazione Ragione e Critica, nata per dare continuità all’impegno civile, politico e culturale di Franco Corleone e al pensiero e all’azione di Grazia Zuffa. Custodire la memoria, può salvarci dalla catastrofe. Programma e iscrizioni su societadellaragione.it/oltrelacrisi.