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di Lorenzo Ottanelli

La Nazione, 7 agosto 2026

La richiesta dei deputati Pd Furfaro e Di Sanzio. Fossi: “Si garantisca il rispetto costituzionale”. A settembre l’ispezione di Forza Italia con Marco Stella e gli onorevoli Bergamini e Costa. Ci risiamo, come un mantra che si ripete troppo spesso. Ed è un altro morto all’interno della Dogaia, questa volta per omicidio preterintenzionale, almeno a quanto si apprende dall’avvio delle indagini. E tornano ciclici anche i commenti e gli interventi di ogni parte politica. Serviranno a dare soluzioni concrete per la casa circondariale? O sarà l’ennesima pagina di commento prima che scada tutto di nuovo nell’oblio? Intanto, a livello parlamentare gli iter si muovono. La prima a commentare la notizia, ieri mattina, è stata la deputata di Forza Italia Erica Mazzetti, che ha parlato di “emergenza strutturale” del carcere di Prato, “da risolvere una volta per tutte”. Una situazione che il partito segue “con attenzione e con continuità”. E promette: “a settembre verrà in ispezione una delegazione con il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, con il vicesegretario nazionale Deborah Bergamini, con il capogruppo alla Camera Enrico Costa e il coordinatore regionale Marco Stella”.

Ed è proprio Forza Italia a chiedere all’Ufficio di presidenza della Commissione Giustizia alla Camera l’avvio di procedura per l’Indagine conoscitiva sullo stato delle carceri come chiesto dalla vicesegretaria di Fi Deborah Bergamini questa mattina dopo la notizia dell’omicidio di Prato. In una nota Bergamini sottolinea: “L’omicidio di Prato conferma la drammatica centralità di un tema che Forza Italia considera prioritario: le condizioni di sovraffollamento e tensione negli studi penitenziari sono ormai insostenibili”. La necessità di un’indagine conoscitiva diventa fondamentale per “individuare risposte concrete” su “nuovi spazi, personale adeguato, percorsi di reinserimento efficaci”.

Di ieri mattina è anche l’intervento del segretario regionale del Partito Democratico, Emiliano Fossi, che identifica il fatto come “di una gravità inaudita”. Ed è proprio Fossi a spiegare che quella di Prato è “una situazione ormai fuori controllo, l’omicidio di un detenuto all’interno di una struttura penitenziaria rappresenta una sconfitta dello Stato e dimostra quanto sia urgente intervenire”. La stoccata è per l’esecutivo: “Il governo non può più limitarsi a rincorrere le emergenze. Servono investimenti, più personale, interventi per riportare legalità e garantire condizioni di detenzione conformi ai principi costituzionali”. Una posizione simile a quella di Forza Italia, per quanto concerne le richieste, ma non per le responsabilità. Fossi continua: “Il Pd continuerà a chiedere che il sistema penitenziario torni a essere una priorità nazionale. Quanto accaduto a Prato è un segnale drammatico che non può più essere ignorato”. E conclude esprimendo “cordoglio e vicinanza ai familiari della vittima. Ogni persona affidata alla custodia dello Stato ha diritto alla tutela della vita e della dignità”.

Dello stesso avviso sono anche i compagni di partito Marco Furfaro e Christian Di Sanzio, che chiedono l’intervento del ministro: “Nordio venga a Prato, riferisca in Parlamento e presenti un piano straordinario per la Dogaia”. È la richiesta dei due deputati, che chiedono anche “meno sovraffollamento, più personale, assistenza sanitaria e sicurezza. La pena non può trasformarsi in abbandono, violenza o morte”, spiegano mettendo il punto sul fatto che “da anni denunciamo la carenza di agenti, medici e personale amministrativo, le condizioni insostenibili per chi è detenuto e per chi lavora alla Dogaia. Abbiamo presentato interrogazioni, atti parlamentari e chiesto risorse. Il Governo ha risposto con promesse disattese”. A intervenire è anche l’assessora regionale all’Istruzione, all’Accoglienza e immigrazione, Alessandra Nardini che ha visitato il carcere nel mese di luglio con una delegazione: “Il clima alla Dogaia è reso esplosivo dal sovraffollamento che, col trasferimento di detenuti da Sollicciano, ha raggiunto numeri inaccettabili, un tasso del 160%”. Per lei “è il carcere toscano con più tensione al suo interno. Continuiamo a chiedere al Governo di prendere in mano la situazione, ci dica come intende risolvere la questione”.

La consigliera regionale del Pd Marta Logli sottolinea: “Chi si trova sotto la custodia dello Stato deve aver garantita la propria incolumità e la propria dignità”. È, infine, il gruppo consiliare in Comune del Partito Democratico a concludere: “La morte di un detenuto mette in luce il grave quadro di criticità in cui versa la Dogaia. Una situazione che richiede risposte dal Governo”. Insomma, sui temi sono tutti concordi. Sulle responsabilità no. Riusciranno a prevalere i primi sui secondi stavolta?