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di Gabriele De Stefani


La Stampa, 7 dicembre 2020

 

Progetto di Save The Children per lottare contro la povertà educativa causata dal Covid-19: già 300 adesioni, si parte a gennaio. Studenti universitari prof a distanza per bambini e ragazzi dai 9 ai 16 anni colpiti dall'emergenza educativa figlia del Covid-19, tra scuole chiuse e difficoltà nella didattica a distanza. È il progetto "Volontari per l'educazione" lanciato da Save The Children, che nei suoi primi giorni ha raccolto l'adesione di 300 universitari (per l'86% donne) da 70 città italiane. Dopo una formazione specifica e con l'assistenza di educatori professionali, da gennaio i volontari seguiranno bambini e ragazzi online individualmente o a piccoli gruppi, sulla base delle loro competenze e delle esigenze specifiche di recupero individuate in collaborazione con le scuole.

La sinergia tra volontari, istituti e famiglie sarà stretta: una rete supervisionata da un'equipe centrale di educatori professionali. È prevista la distribuzione di pc e tablet a bambini e ragazzi che ne siano sprovvisti e che parteciperanno al progetto. Per i volontari è anche un'occasione di migliorare le competenze nel settore educativo: per loro ci saranno prima una formazione di base sul significato del volontariato, la dispersione scolastica e l'apprendimento di qualità e poi una formazione specifica sulla salvaguardia dei minori online e sulle regole di condotta da mantenere nella attività di accompagnamento allo studio. In una fase più avanzata, i volontari impareranno strumenti e metodi didattici inclusivi e partecipativi e aspetti emotivi in questo periodo di precarietà. Ci sarà anche un approfondimento specifico sulla relazione educativa con minori e famiglie di origine straniera che non abbiano ancora padronanza della lingua italiana.

"Volontari per l'educazione" nasce dopo il successo estivo del progetto Arcipelago Educativo realizzato da Save the Children e dalla Fondazione Agnelli, con il contributo della Fondazione Bolton Hope Onlus. Un progetto che prosegue in 47 scuole di cinque città, grazie al sostegno di Exor, e che ha mostrato l'efficacia della partecipazione qualificata di decine di studenti universitari volontari, che hanno svolto attività specifiche per il recupero del deficit di apprendimento dei bambini più svantaggiati.

"Dai nostri centri sul territorio ci giungono segnalazioni di bambini e adolescenti che non stanno frequentando la scuola, in presenza e online, con gravi ricadute nell'apprendimento e nella motivazione allo studio - commenta Raffaela Milano, direttrice dei programmi Italia-Europa di Save the Children -. Siamo al fianco di tanti docenti ed educatori che cercano di riallacciare i legami con le famiglie e i ragazzi che la crisi lascia più indietro.

La nuova community dei Volontari per l'Educazione sarà una risorsa preziosa per rafforzare questo impegno. Nessun bambino deve pagare il prezzo della crisi rinunciando ad apprendere, far fiorire i propri talenti e costruire liberamente il futuro. Le scuole e le famiglie non possono essere lasciate da sole davanti ad una sfida educativa senza precedenti. L'adesione al progetto da parte della Conferenza dei Rettori e della Rete delle Università per lo sviluppo sostenibile testimonia come le Università possono essere parte attiva per contrastare la povertà educativa. Speriamo che moltissimi studenti universitari accolgano questa chiamata all'impegno civico per il diritto all'educazione dei più piccoli".

Tutti gli studenti universitari possono candidarsi consultando la pagina dedicata sul sito di Save the Children, che è anche a disposizione di insegnanti, genitori, alunni o studenti per segnalare eventuali richieste di accesso al programma di accompagnamento allo studio.