di Adriano Sofri
Il Foglio, 8 luglio 2026
Alle direzioni delle galere toscane è arrivata una circolare che prescrive di riempire tutti gli spazi rintracciabili e, esauriti questi, andando “se necessario anche oltre”. Spazio per fare due passi dal letto al cesso non c’era già prima (se non alzandosi uno alla volta). Ora non ce ne sarà e basta. Il carcere di Sollicciano - cioè di Firenze, città che vanta un corredo invidiabile di edifici dalle più varie destinazioni - ha da tempo scoraggiato le deplorazioni e le maledizioni, per eccitare sofisticati esperimenti dadaisti. Un gruppo di visitatori (i soliti, Lensi, Galli, Bundu, Palagi) ne è uscito l’altro ieri esibendo un sacchetto di cimici catturate - vive e illese, s’intende - dai detenuti, e sottolineandone anche uno specifico interesse entomologico, quanto a dimensioni e temperamento.
Era già nota la dimestichezza dei detenuti di Sollicciano coi topi, anch’essi di dimensioni spiccate, anch’essi catturati e imbottigliati per farne dono alle autorità competenti. A Sollicciano la magistratura competente aveva deciso qualche giorno fa che il troppo è troppo, e aveva messo sotto sequestro 7 sezioni, dichiarate invivibili - commento dei detenuti, mai contenti: “Perché, le altre?”. Un certo numero di detenuti dei reparti chiusi - più di un centinaio - è stato trasferito in altre carceri toscane, dove l’affollamento eccedente è già altissimo, sicché non ne sono stati accettati altri.
Intanto a Sollicciano arrivavano i nuovi, che non mancano mai. Proprio da Firenze la magistratura di sorveglianza aveva sollevato presso la Corte Costituzionale la questione di legittimità sulla sospensione dell’esecuzione della pena di fronte all’impossibilità di assicurarla nel rispetto della legge. Risposta attesa per la fine di settembre, quando non farà più così caldo. E intanto il Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria ha spedito alle direzioni delle galere toscane una circolare che prescrive di affrontare l’emergenza riempiendo tutti gli spazi rintracciabili e, esauriti questi, andando “se necessario anche oltre, adottando in tali casi ogni iniziativa ritenuta opportuna, compresa, in via estrema per quanto assolutamente provvisoria, la collocazione di brande o materassi a terra”.
I materassi a terra come in un accampamento da terremoto sono clamorosamente illegali, violando le condizioni minime che la legge, precisata e confermata da ripetute sentenze europee, impone, pena sanzioni pecuniarie ingenti, che lo Stato italiano si è abituato a sborsare con la stessa disinvoltura con cui inghiotte la vergogna. Della circolare è dolcemente apprezzabile la raccomandazione “in via estrema per quanto assolutamente provvisoria”, anche per la sua versatilità: “In via provvisoria per quanto assolutamente estrema”, “in via assoluta...” e così via.
Intendiamoci: i materassi per terra non sono una vera novità, ma la loro prescrizione confessa, ufficiale, lo è. Non so abbastanza da capire se si tratti di una sfida provocatoria alla misura del Gip sui reparti sequestrati, o di un modo di assecondarla raddoppiandone la drammaticità - o un banale eccesso di zelo d’ufficio.
Le galere ospitano da tempo costruzioni acrobatiche di letti a castello, cui ora si affiancano i materassi continui sul pavimento - spazio per fare due passi, due alla lettera, dal letto al cesso o viceversa, non c’erano già prima se non alzandosi uno alla volta. Ora non ce ne sarà e basta, abolita l’altezza d’uomo, uguagliata all’altezza di cimice. Considerate se questo è un topo. Il governo, ha detto Nordio, prevede di fare uscire dal carcere “dalle otto alle diecimila persone. Sono numeri che sarebbero una rivoluzione copernicana”. Non dovrebbe dire cose simili. Con questo caldo.










