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Il Velino, 25 marzo 2015

 

L'Uruguay non accoglierà più alcun prigioniero proveniente dal carcere Usa di Guantánamo. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri, Rodolfo Nin Novoa, il quale ha spiegato in una conferenza stampa che "si è studiato" il caso di sei prigionieri, arrivati nel paese latino americano lo scorso dicembre a seguito della disponibilità manifestata dall'allora presidente Jose Mujica di cooperare con Barack Obama nel programma per la chiusura della struttura detentiva sull'isola di Cuba, accogliendo ex detenuti a bassa pericolosità, considerandoli dei rifugiati.

"Ciò che è certo è che non accoglieremo più nessun prigioniero", ha aggiunto il ministro, confermando però che Montevideo sta ragionando sulla possibilità di adempiere agli impegni presi da Mujica un'ultima volta, e cioè accogliere alcuni rifugiati siriani che dovrebbero arrivare verso l'estate.

"Stiamo considerando l'ipotesi", ha detto. In particolare ciò che preoccupa l'amministrazione del neo presidente Tabare Vazquez sono le richieste dei rifugiati, che potrebbero creare frizioni con la popolazione e determinare possibili problemi sul versante della sicurezza. Il riferimento è alle richieste effettuate dai sei rifugiati (quattro siriani, un tunisino e un palestinese) di avere un terreno assegnato gratuitamente dove costruirvi una moschea.

La stessa decisione di Mujica di "offrire la nostra ospitalità alle persone che soffrono a Guantánamo" non era piaciuta a gran parte della popolazione uruguayana, che l'aveva rigettata in un sondaggio pubblico. Anche l'opposizione era insorta per una scelta "che non ha nulla a che fare con il miglioramento delle condizioni di vita nel nostro paese". Peraltro, gli stessi ex detenuti non si sono integrati nella società del paese latino americano, anzi. Si sono sempre rifiutati di lavorare e in diverse occasioni hanno espresso critiche sugli alloggi loro assegnati. Inoltre, uno di loro - Abu Wael Dihab - ha annunciato uno sciopero della fame davanti all'ambasciata Usa a Montevideo fino a che il governo uruguayano non metterà a disposizione il terreno per la moschea e non contribuirà alla sua costruzione.